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CASO S. AGOSTINO 

Italia Nostra offesa dal sindaco diserta l’audizione in consiglio

S.C.
Italia Nostra offesa dal sindaco diserta l’audizione in consiglio

M5S: «Parole inaccettabili. Progetto illegittimo, già bocciato dal Tar».   MoBastaCemento: «Buttati 5 milioni». Ma Cavazza è con Muzzarelli: «Avanti»

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«Visto che il sindaco ha reso manifesta l’intolleranza del dissenso e ha perfino dichiarato il disprezzo per le associazioni che hanno portato le loro motivazioni, è inutile andare a discutere in consiglio». È questa la motivazione con cui il presidente di Italia Nostra, Losavio, ha motivato ieri la sua assenza all’audizione in commissione: «Un’assoluta indisponibilità all’ascolto, l’audizione diventa un vuoto rito, una formale partecipazione».

Certo che i fulmini di Muzzarelli, quando in pieno consiglio comunale ha insultato chi aveva presentato le osservazioni come garantito dalla legge, hanno scatenato una tempesta di reazioni da parte di comitati, cittadini e partiti di opposizione, uno più severo dell’altro.

A fianco del sindaco ha fatto la funzione di difensore d’ufficio l’assessore competente, Cavazza. «Il sindaco - ha detto - ha parlato di visioni della città e delle politiche culturali: ridurre il suo intervento a un espediente retorico per eludere il confronto su come rendere attrattiva la nostra città. Non appare sufficiente la semplice conservazione. Occorrono nuovi spazi e nuove tecnologie».

«Un assessore che accetta di trasformare la Palazzina Vigarani in una salumeria lascia poco spazio ai commenti - commenta Stefano Soranna della Lega Nord - Il sindaco vuole che prima si approvi tutto e poi si decida cosa metterci dentro. Prima il mattone e poi (forse) il neurone, per dirla con l’assessore Cavazza. Progetti culturali? Ma per favore! La nuova Fondazione Arti Visive è già in crisi, come ammette il suo presidente Gino Lugli: pochissimi visitatori, come ammette la direttrice Baldon, come al Mata per mostre costosissime. La fusione poi di Museo della Figurina, Galleria Civica e Fondazione Fotografia avrebbe bisogno di un direttore presente a Modena e invece dirige tutto da lontano, via Skype, innescando tensioni che compromettono l’intero progetto».

«L’attacco di Muzzarelli a Italia Nostra e allgli ‘Amici del S.Agostino è stato bieco - dice il ‘Comitato MoBastaCemento’ - È stato condannato persino dai suoi amici di Mdp che ancora una volta, schizofrenicamente, hanno votato il documento della maggioranza per “senso di responsabilità”: ma verso chi, i loro interessi? Fa rabbrividire il comportamento intimidatorio di un rappresentante delle istituzioni che si scaglia contro chi esercita i suoi diritti costituzionali e offende i suoi cittadini. Muzzarelli dice che i signornò di Italia Nostra sono costati 300 mila euro. Va bene, siamo in campagna elettorale, ma è doveroso ricordare a Muzzarelli solo alcune delle sue spese. Ovvero, 300 mila euro per le esposizioni al Mata, l’esposizione del “Manichino della Storia” per 200 mila, i 4 milioni e 400 mila euro per salvare lo stadio dal fallimento dopo la gestione affidata a cuor leggero a Caliendo. Solo per questo siamo a 5 milioni senza contare i costi dalle casse comunali per il concerto di Modena Park, la malagestione dei chioschi del parco o il Caffè Concerto. E poi non citiamo il mancato rispetto delle sentenze dei magistrati, come la copertura dell’abuso edilizio del garage Ferrari , la rotatoria Cmb alla quale viene permesso di lasciare dove sono tonnellate di amianto non bonificato».

«Siamo solidali con Italia Nostra e Amici del S.Agostino - scrive il Movimento 5 Stelle - Le loro osservazioni, che sono un loro diritto, sono state espresse con professionalità competenza e onestà intellettuale. Ma sono state liquidate senza che il consiglio comunale potesse entrare nel merito e Muzzarelli ha lanciato le solite accuse da regolamento dei conti. E invece la sentenza del Tar del 2015 ha sanzionato su tutta la linea il progetto precedente di Gae Aulenti. Ignorarlo non è manifestazione della stessa onestà intellettuale. È stata l’autorità giudiziaria a censurare quel progetto, l’aumento di volumetria. L’uscita del sindaco, che ha usato la sua funzione pubblica per attacchi personali, è l’ultimo vergognoso capitolo della vicenda».

«Non pretendiamo certo che si riconosca il ruolo decisivo che abbiamo avuto - conclude da parte sua Italia Nostra - Non solo grazie a noi il giudice amministrativo ha accertato le numerose illegittimità del vecchio procedimento, poi abbandonato, ma con il nostro impegno è stato rivisto l’assurdo proposito di trasferire nel Sant’Agostino le due pubbliche biblioteche storiche (la statale Estense e la comunale Poletti, insediate da oltre un secolo nel Palazzo dei Musei) e a portare lì, invece, la Galleria Civica e il Museo della Figurina, dando così alla Biblioteca Delfini tutti gli spazi del Santa Margherita». —

S.C.

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