Gazzetta di Modena

Modena

Sicurezza e gruppi di controllo del vicinato 

La squadra delle mille sentinelle chiede sostegno e telecamere

Stefano Totaro
La squadra delle mille sentinelle chiede sostegno e telecamere

«Abbiamo bisogno di un numero diretto per le chiamate urgenti e più dialogo con le forze dell’ordine»

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Non sono eroi e non cercano gloria. Ora, avendo iniziato giorno dopo giorno a fare squadra, chiedono di perfezionarsi, di conoscere, di avere riscontri sul loro operato, capire quello che fanno va a buon fine. In altre parole se la sicurezza, che è il loro obiettivo comune, si sta facendo più vicina perché se ne stanno costruendo le basi anche grazie a loro.

Al centro famiglia di Narazreth in strada Formigina ieri mattina si è fatto il punto della tre giorni incentrata sui gruppi di controllo di vicinato, su questa forma di partecipazione spontanea alla sicurezza della propria strada, zona, quartiere, non fai da te ma organizzata con criteri appunto strategici e modalità partecipative e che finalizza la propria attività fornendo informazioni e imput alle forze dell’ordine, polizia municipale in primis.

Le sentinelle si sono riunite, si sono confrontate e davanti ai loro “capi” hanno intavolato discussioni parlando di feedback, di vulnerabilità, di telecamere, di fake news, di privacy, di chiamate da far arrivare prima, anzi subito alle persone giuste per garantire interventi. Chi pensava di assistere ai “soliti” incontri autoreferenziali con fiumi pomposi di blabla è rimasto deluso: in questo così come negli altri due incontri precedenti sul controllo di vicinato e quindi sul tema del sicurezza si è parlato di strategie. Ciascun caposquadra di ogni gruppo nato in città e periferia, ormai sono quaranta quelli ufficialmente fondati, da buon allenatore ha portato alla luce le strategie condivise, i modi di affrontare i problemi, di relazionarsi con gli altri giocatori in campo, quei “ragazzi” cioè del proprio gruppo che osservano, ascoltano e poi segnalano, scrivono in chat fornendo informazioni in tempo reale.

Davanti al prefetto Paba, al sindaco Muzzarelli, al comandante della Municipale Meloncelli e alla presenza di Leonardo Campanella, presidente Associazione nazionale controllo di vicinato, è stato fatto il punto della situazione, pressoché in modo simile a come avviene tra le stanze della Prefettura, quando si riuniscono le autorità nelle riunioni del comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza. E le sentinelle della città, da addetti ai lavori, da persone cioè che investono parte del loro tempo in questa attività di controllo che viene condivisa con il vicinato creando una rete di persone che si adoperano per lo stesso obiettivo, hanno alzato la mano. Proponendo, chiedendo, esponendo alcune problematiche. Senza urlare. C’è il problema della privacy «Ci arrivano parecchie foto di auto e di persone sospette - ha detto una coordinatrice - c’è il pericolo che tanto materiale possa “uscire” dal gruppo, essere usato in modo inopportuno. Come possiamo difendere questo flusso di informazioni?». E ancora: «C’è un problema di fake news , di lanci di notizie che non vengono verificate e che possono creare allarme. Cerchiamo si dare da filtro ma forse ci sarebbe bisogno anche di interventi esplicativi diretti da forze dell'ordine». A proposito di forze dell’ordine: «Spesso abbiamo problemi di comunicazione, di riuscire a verificare cioè se le nostre informazioni sono corrette, sono utili e se arrivano a chi di dovere». Telecamere: «A Cognento c’è molta necessità, sappiamo che ci si sta adoperando, ma quali saranno i tempi?» Albareto attende ancora. Altra proposta. «In casi di segnalazioni urgenti è assurdo chiamare il centralino della Municipale, e stare in linea a lungo minuti aspettando che finisca tutto il registrato. Se avessimo un numero diretto, riservato ovviamente gestito con tutti i crismi, potrebbe essere molto utile». —



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