Gazzetta di Modena

Modena

Modena, ragazze con i numeri E scopri la scienza “scritta” dalle donne

MONICA TAPPA
Modena, ragazze con i numeri E scopri la scienza “scritta” dalle donne

Roberta Fulci alle Ferraris di Modena  ha incontrato 120 studenti medi nell’ambito del progetto Adotta l’autore 

3 MINUTI DI LETTURA





MONICA TAPPA

C’erano oltre centoventi ragazzi e ragazze (sei classi) nel grande auditorium delle scuole medie Ferraris, giovedì 4 ottobre, ad ascoltare e dialogare con Roberta Fulci, autrice con Vichi de Marchi di “Ragazze con i numeri”, pubblicato da Editoriale Scienza, arrivata a Modena, e a scuola, grazie all’iniziativa “Adotta l’autore” promossa dalla Libreria San Paolo di Corso Canalchiaro.

Quando l’autrice ha chiesto alla platea se conoscessero i nomi di alcuni scienziati «mi ha colpito positivamente - ha detto - che accanto ai grandi nomi, da Einstein a Hawking, siano state inserite anche delle scienziate. Per questi studenti il termine scienziati è evidente che non identifica un genere ma una categoria. Questo non accade sempre, anzi. Spesso ci si ferma ai soliti per quanto importantissimi nomi maschili». Bravi, quindi gli studenti modenesi, e bravi gli insegnanti che ogni giorno scardinano e sradicano, una radice alla volta, pregiudizi e luoghi comuni, convenzioni e stereotipi.

«Alla primaria - ha sottolineato Roberta - la - tra virgolette - supremazia maschile è molto evidente. Ed è anche buffo perché si osserva un atteggiamento che poi diventa un problema in ambito sociale da adulti. In fondo è la parte più divertente incontrare gli studenti. Offrono uno spaccato molto fluido delle dinamiche, dei comportamenti, delle abitudini. Mi colpisce sempre lo stupore, palpabile, quando, raccontando, diventa evidente quante cose erano proibite alle donne, quante cose non potevano fare. Non lo sanno! Far conoscere a loro tutti i divieti li aiuta a rendersi conto di ciò che significa “essere discriminati”. Raccontando le storie di queste quindici scienziate diventa evidente quanto e per quanti secoli, per le donne ci siano stati ostacoli da superare. In fondo spero che un giorno anche questo filone letterario non sia più necessario. In questo momento mi sembra però che lo sia ancora. Ci sono convincimenti molto radicati e storie ancora sconosciute. Vanno portati entrambi alla luce, va posta l’attenzione su queste storie, e su quelle ancora non scritte, per ritrovare un nuovo equilibrio».

«I lettori, giovani e giovanissimi - ha continuato Roberta - sono molto attenti. Spesso ci chiedono spiegazioni su alcune - apparenti - incongruenze nelle narrazioni o su finali rimasti aperti. Per mancanza di dati magari non abbiamo potuto scrivere come è andata a finire tutta la storia, quella storia, ma solo una parte. Come per la biografia di Sophie Germain (1776 - 1831) matematica eccelsa che per quasi tutta la vita ha dovuto usare stratagemmi e nomi maschili per poter prima studiare le materie del Politecnico e poi discutere col mondo scientifico parigino ed europeo. Chissà cosa si dissero ad esempio il prof. Lagrange e Sophie, nel chiuso di quell’aula dove lui diede udienza a un misterioso straordinario studente con il quale teneva corrispondenza, per scoprire poi che invece aveva scritto per tutti quei mesi a una donna, anzi una ragazzina! Ci resta invece, per fortuna, una lettera scritta da un altro scienziato, Gauss, tedesco, che io leggo spessissimo negli incontri, proprio per porre l’attenzione su quanto la passione, a volte, sia osteggiata dai pregiudizi…». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google