Carpi, sferra pugno a coetaneo poi fugge con il padre
Sarebbe stato il genitore a provocare il ragazzo e poi il figlio lo ha colpito Intervento di altri studenti e dei prof. Arriva la Polizia che apre un’indagine
CARPI. Due studenti sono stati protagonisti di una rissa, ieri mattina, di fronte alla palestra in uso all'Itis Da Vinci che affaccia su via Belchite e che si trova dietro l'istituto Vallauri.
Un episodio che ha profondamente scosso i compagni dei due ragazzi che hanno assistito alla scena e i professori che nei minuti immediatamente successivi allo scontro si sono riversati sul posto, soprattutto perché, stando alle testimonianze di alcuni presenti, a rendere ancora più grave l'accaduto sarebbe il coinvolgimento di almeno una persona adulta. I fatti, innanzitutto. Intorno alle 13, un gruppo di giovani - frequentanti ambedue le scuole - si sono ritrovati davanti all'edificio: per cause ancora in via di accertamento dopo qualche momento, a quella che deve essere divenuta ben presto un'accesa discussione tra due ragazzi in particolare, è intervenuto anche il padre di uno di loro.
Sarebbe stato quest'ultimo, stando alle ricostruzioni, a far saltare la miccia, provocando l'antagonista del figlio chiedendogli se sarebbe stato disposto a tenere testa al suo ragazzo.
Alla risposta affermativa del giovane, il figlio dell'uomo avrebbe dunque sferrato un sinistro al volto della vittima, che è subito caduta a terra esanime. Mentre i testimoni allertavano la polizia e il 118, l'uomo e il figlio sono poi scappati in auto.
Increduli sia gli amici che il corpo docente, mentre la vittima del pestaggio, dopo aver ripreso i sensi, ha continuato a perdere sangue dal viso. Sul caso ora indaga la polizia, nei cui confronti il giovane malmenato in un primo momento ha mostrato scarsa collaborazione nel dare indicazioni su cosa fosse successo, forse per paura di ritorsioni. Dal canto loro alcuni genitori, venuti a sapere dell'accaduto, hanno lamentato come manchi un adeguato controllo su quanti entrano, escono o transitano nella zona che divide i due istituti.
«A cancelli aperti chiunque può entrare - affermano - in mezzo ai nostri ragazzi possono nascondersi anche persone che non sono studenti, ma spacciatori e malintenzionati. Chiediamo un maggior controllo». —
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