La piazzetta interna di Palazzo Domus ritrovo per drogarsi
PAVULLOLa piazzetta interna e le scale di Palazzo Domus invase quasi quotidianamente da una coltre che non è nebbia ma il fumo generato dai ragazzi delle superiori che, usciti da scuola, si ritrovano...
PAVULLO
La piazzetta interna e le scale di Palazzo Domus invase quasi quotidianamente da una coltre che non è nebbia ma il fumo generato dai ragazzi delle superiori che, usciti da scuola, si ritrovano qui per farsi delle canne o peggio. La denuncia viene da una mamma di Pavullo che è anche negoziante in zona e che, esasperata e sconfortata da quanto vede da troppo tempo, in un videomessaggio Facebook (“Sei di Pavullo se” e altre pagine) ha sollevato pubblicamente la questione chiedendo ai genitori di controllare di più i loro figli e alle forze dell’ordine di intervenire. «È con estremo dispiacere che registro questo videomessaggio, ma mi sento il dovere di farlo, in quanto mamma anche io», esordisce, raccontando quanto vede in questo spazio interno (di proprietà privata, dove non si potrebbe sostare) storicamente critico a Pavullo. Ma una fotografia così deprimente di giovani e giovanissimi forse non era mai stata scattata. «Sono veramente molto dispiaciuta nel vedere quanto i ragazzini si stiano rovinando la vita – sottolinea - consumando male i soldi che voi genitori date loro per la merenda o il gelato con gli amici. Voglio dirvi che questi soldi vengono spesi malissimo» nota, precisando: «Io devo spesso riprenderli perché avendo un negozio lì non posso concedere che in piazza ci venga la nebbia dalla quantità di sigarette che si fumano, quando va bene. Ma spesso non sono sigarette: c'è un odore di marijuana che appesta tutto l'ambiente». Cosa che le provoca anche un danno commerciale, per l'effetto immagine negativo sull’area. «Ma indipendentemente da questo – rilancia – è un colpo al cuore vedere come si buttino via così ragazzi che a quell'età hanno il mondo in mano e che devono pensare a farsi un futuro bello, divertente e gioioso. Tante ragazzine anche, vestite bene, insospettabili all'apparenza, e che invece fanno uso di cannabis a non finire, e di altre sostanze». —
D.M.
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