Medici specialisti in rapporti affettivi a disposizione dei giovanissimi
Due pomeriggi alla settimana il servizio accoglie senza oneri i teen ager sia che siano soli sia accompagnati dai genitori. «Tanta la disinformazione»
I consultori, a Modena, sono da tempo molto attivi sul fronte dei giovani. Fiore all'occhiello di quello di via Molza è proprio lo Spazio Giovani: il servizio è aperto due pomeriggi a settimana, per tutti gli utenti fino a 20 anni e gratuitamente. In questo spazio l'adolescente può trovare risposte sulla propria salute: psicologica, psico-relazionale, e riproduttivo-sessuale. «Ci affianchiamo al servizio psicologia clinica del Centro Adolescenza, così che noi ci concentriamo su particolari tematiche: certamente la relazione di coppia, ma anche coi genitori, tra pari, con la sessualità», racconta la dottoressa Daniela Spettoli, responsabile dello Spazio Giovani.
Per facilitare l'accesso a queste risorse, lo Spazio Giovani è un “servizio a bassa soglia”: basta presentarsi, senza bisogno di ricette o appuntamenti. La Spettoli sottolinea che la fruizione è aperta anche ai minorenni non accompagnati dai genitori: «I ragazzi possono venire da soli, con amici, col partner, o con i genitori. Chi viene sa che c'è riservatezza» chiarisce. Si può dover chiedere ai ragazzi di tornare coi genitori qualora ci siano patologie in atto, per discuterne le cure, ma lo Spazio Giovani si orienta principalmente come servizio di prevenzione, avendo come obiettivo quello di coinvolgere attivamente i ragazzi nella tutela della propria salute. Per questo, Spettoli e colleghi tengono anche «numerosi progetti di promozione della salute nelle scuole, per affettività e sessualità, sin dalle secondarie di primo grado».
Lo scopo non è solo diffondere l'importanza dell'attenzione alla salute su un tema sensibile e non sempre facile come quello affettivo, ma anche contrastare le conoscenze errate che tanto facilmente si diffondono. Come la dottoressa spiega: «Sicuramente i ragazzi si affidano tantissimo a internet. Quest'anno in un istituto abbiamo discusso delle fake news sulla sessualità, perché i ragazzi trovano di tutto, senza potersi confrontare. Cerchiamo di creare momenti di confronto sia con gli adulti, sia tra loro. L'impressione è che ci siano troppe informazioni, che i giovani non riescano a gestirle e che gli adulti non riescano a tenere il passo». —
A.A
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