Così la Lega esulta: «Il Pd ci ha bocciato poi ci ha dato ragione»
«Una vittoria che la Lega porta a casa: anche se in commissione non sono stati ammessi i nostri emendamenti, di fatto il Pd ha eseguito esattamente quello che avevamo chiesto in via istituzionale». A...
«Una vittoria che la Lega porta a casa: anche se in commissione non sono stati ammessi i nostri emendamenti, di fatto il Pd ha eseguito esattamente quello che avevamo chiesto in via istituzionale». A rivendicare il risultato dopo il dietrofront di viale Aldo Moro sullo stop agli euro 4 è anche la Lega: «Convincere gli amministratori non è stato facile - commenta il consigliere regionale Alan Fabbri - siamo contenti che la Regione abbia deciso di fare questo passo indietro, che è un passo di buon senso. Un successo è anche aver mosso in modo massiccio l’opinione pubblica - conclude il capogruppo del Carroccio - abbiamo dimostrato ancora una volta che la Lega è a fianco dei cittadini e che i cittadini sono con noi». Ad attaccare la giunta è invece il Movimento 5 Stelle: «Il dietrofront della Regione - spiegano i consiglieri regionali Silvia Piccinini e Andrea Bertani - è la dimostrazione dell’assoluta incapacità di Bonaccini di mettere mano a un problema importante come quello dell’inquinamento. Essere ambientalisti a giorni alterni e a ridosso di tornate elettorali, varando dei provvedimenti senza una seria programmazione e un’adeguata informazione ai cittadini, ha contribuito a creare un colossale pasticcio che rischia di avere il merito di affossare definitivamente qualsiasi tentativo di migliorare la qualità della nostra aria». Secondo i Cinque stelle, dunque, «provvedimenti come quello di vietare la circolazione alle auto euro 4 andavano preparati e calibrati già da tempo e non imposti dall’oggi al domani avendo la presunzione di pensare che i cittadini avrebbero capito e obbedito senza battere ciglia - spiegano Piccinini e Bertani - bisognava agire su più fronti, in primo luogo su una seria politica di incentivi per il rinnovo del parco auto, piuttosto che limitarsi a prevedere 191 euro di esenzione per il pagamento del bollo di quelle ibride». —
L.G.
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