Gazzetta di Modena

Modena

IL VOTO NEI CONSIGLI COMUNALI E IL FRONTE DEL Sì 

«E invece bisogna ripensarci: la maggioranza è la nostra»

DANIELE MONTANARI

LAMA MOCOGNORicevuto l'amaro responso elettorale, il fronte dei favorevoli alla fusione si è ritrovato nella nottata in centro a Lama per una prima bruciante analisi a caldo. In cui, in prima battuta,...

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LAMA MOCOGNO

Ricevuto l'amaro responso elettorale, il fronte dei favorevoli alla fusione si è ritrovato nella nottata in centro a Lama per una prima bruciante analisi a caldo. In cui, in prima battuta, è emersa la possibilità di quello che sarebbe un secco colpo di scena: un voto in difformità dei Consigli comunali che nel giro di 60 giorni sono chiamati a comunicare alla Regione la decisione definitiva.

«Ora vedremo da che parte volgerà la democrazia», ha scritto sibillino su Facebook il Comitato per il Sì, evidenziando come il totale parli di 1.004 Sì a fronte di 786 No.

«È una situazione che merita un approfondimento – hanno evidenziato i due sindaci – perché il No non ha vinto in modo così schiacciante».

Ancora un po' di suspense, insomma, per i contrari. Ma l’amarezza era innegabile: «L’aspetto positivo è la grande affluenza: a Montecreto abbiamo raggiunto uno dei risultati più significativi della regione» ha sottolineato Leandro Bonucchi.

«Purtroppo ha prevalso la paura del cambiamento, e non ha certo agevolato l’azione della controparte, che facendo disinformazione ha spaventato la gente facendo presa sull’emotività. Sono state diffusi elementi falsi, agendo con molto dolo». «Non posso non evidenziare come a Lama si sia lavorato bene, ottenendo una netta vittoria del Sì – ha commentato Fabio Canovi – purtroppo nel suo complesso la popolazione non ha saputo cogliere le opportunità della fusione».

«L’unico che ha perso davvero è il territorio – ha detto Oreste Tonozzi, presidente del comitato – che aveva estremo bisogno dei 7,8 milioni di contributi promessi in dieci anni. Noi abbiamo cercato di proporre, i nostri avversari di distruggere, e ce l’hanno fatta loro perché è più facile creare paure e ansie. E forse a Montecreto non ci si è dati abbastanza da fare per smontare le loro tesi».

«Al di là del risultato, emerge un percorso di partecipazione importante – ha rimarcato la consigliera regionale Luciana Serri – in questa situazione bisogna tenere ancora presente l'obiettivo di portare positività a cittadini e territorio».

«Continuo a pensare alla fusione come unica opportunità per fare uscire il territorio dall'immobilismo – dice il consigliere di Lama Riccardo Burgoni – in un Appennino che si spopola, se non si diventa attrattivi è finita, queste risorse ce l’avrebbero permesso. I 7,8 milioni sono stati portati via da 32 persone: una manciata di voti. Alla luce di questo scarto minimo, credo vada avviata una riflessione in Consiglio comunale, perché non si sa se e quando il treno della fusione potrà ripassare». —

DANIELE MONTANARI

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