Fusione? La parola fine spetta ai Consigli comunali
Il verdetto delle urne potrebbe essere rovesciato entro 60 giorni dai due organi Ma Cadegiani ammonisce: «C’era un patto, non voglio pensare ad uno sgarro»
Un Sì sfumato per soli 32 voti, che hanno riempito d’amarezza la notte dei sostenitori e di tripudio il fronte del No. Così si è conclusa la prima partita per la fusione giocata in provincia di Modena tra Lama Mocogno e Montecreto, con risultati molto diversi.
Sul fronte di Lama, con un 59,76% di favorevoli (750 persone) e 40,24% di contrari (505) su un affluenza del 53,84% (1.269 votanti). Il Sì ha prevalso in quattro seggi su cinque: a Lama 1 (227 Sì e 163 No), Lama 2 (234 contro 130), Montecenere (160 contro 53) e Pianorso (54 a 29), mentre alla Santona ha vinto il No (130 a 75).
A Montecreto Sì fermo al 47,04% (254 voti) e No prevalente al 52,96% (286): nel capoluogo i contrari si sono affermati con 131 voti rispetto ai 105 dei favorevoli, mentre ad Acquaria i No sono stati 155 e i Sì 149. Progetto bocciato dunque in entrambi i seggi, ma con un sostanziale pareggio in quello più grande (nonostante sia frazione) e margine limitato dall’altro. Però abbastanza per fare sfumare quella doppia affermazione che più volte in campagna elettorale era stata giudicata necessaria (anche se non per legge) per varare la fusione. Appena avuto il responso, il portavoce del comitato del No Maurizio Cadegiani si è fiondato da Montecreto ad Acquaria, dove da mezzanotte è andata in scena la festa del gruppo.
«Montecreto ha deciso che le fusioni a freddo come questa non devono essere fatte – ha sottolineato – la decisione è chiara e inequivocabile. Sulla nostra pagina Facebook abbiamo postato un grazie mille rivolto a tutti coloro che si sono recati alle urne, sentendo il peso di una decisione epocale. Su questo ora va innestato un ragionamento nuovo sull’assetto territoriale che porti a ripensare l’Unione dei Comuni, che oggi non funziona». Quindi l’aspetto chiave: i Consigli comunali rispetteranno la scelta degli elettori o il limitato gap (solo 32 voti) con cui il No ha vinto a Montecreto sarà superato da un voto difforme entro il 60 giorni previsti per legge? «Non se ne parla neanche – tuona Cadegiani – la partita è chiusa qua. Le regole del gioco erano queste: doppio Sì o niente, garantito dai sindaci e dal presidente della Regione. Credo troppo nel valore delle istituzioni per pensare che qualcuno possa fare alchimie per soverchiare regole democratiche».
«Le regole del gioco non possono cambiare in corsa – ribadisce il consigliere regionale della Lega (e commissario provinciale) Stefano Bargi - significherebbe calpestare la volontà dei cittadini e venire meno ad un impegno».
«La vittoria del No è la vittoria del buonsenso e della capacità dei cittadini di bocciare le logiche autoreferenziali della politica che governa il nostro territorio» ha detto il capogruppo di Forza Italia in Regione Andrea Galli.
«Questa è anche la sconfitta del Pd, che sulle autonomie locali, compresa la legge Delrio sulle province, non ne ha azzeccata una» ha commentato Benedetta Fiorini, deputata FI. —
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