Il Piano paesaggio del Secchia è compatibile con la Bretella
Il tracciato definitivo del tratto autostradale confina con la zona del parco Il sindaco Pistoni: «L’area ha grande valore e farà incrementare il turismo»
La Bretella è stata il filo rosso del Consiglio comunale dell'altra sera e ha fatto sentire il suo peso anche su un punto all’ordine del giorno che non la riguardava direttamente, dedicato al “Paesaggio naturale seminaturale protetto dell’ambiente fluviale del medio e basso corso del Secchia”.
Un piano di valorizzazione e soprattutto di protezione del fiume, che non riguarda solo Sassuolo ma un’area molto vasta, pari a 15mila ettari, a partire da Castellarano per arrivare a Novi. Non un parco naturale, né una riserva, le caratteristiche dell’area protetta non influiscono, ha spiegato l’assessore all’urbanistica Pasquale Del Neso, sulla vita e sulle azioni di chi risiede in quel territorio, ma pongono limiti e indicazioni, quelle sì, per nuova urbanistica e nuove costruzioni; ancora di più permettono di presentarsi come area molto vasta di valorizzazione del paesaggio, per accedere a contributi e finanziamenti di ogni dimensione, da quella europea a quelle regionali, ragionando come ormai si dice regolarmente “di sistema”.
Non solo, ogni Comune coinvolto ha avuto la possibilità, e anche Sassuolo lo ha fatto, di includere altre porzioni di territorio non direttamente sulla sponda del fiume ma meritevoli di valorizzazione del punto di vista del paesaggio. Così fanno parte del progetto anche Vallurbana e Montegibbio, mentre altre località hanno incluso anche monumenti o centri abitati. Come sempre accade quando si parla di aree naturalistiche protette, le obiezioni del Consiglio comunale si sono orientate soprattutto sulle eventuali limitazioni imposte a chi rientra nei confini dell’area protetta. I tecnici comunali hanno rassicurato sul fatto che per caratteristiche e normative, il Paesaggio naturale non subisce le restrizioni che riguardano invece un parco naturale o una riserva e che quindi non ci sarà alcuna ricaduta sui cittadini.
Altro tema affrontato è stato appunto quello della bretella: da un lato ci si è chiesti se l’istituzione di questa nuova area di rispetto potesse andare a contrastare una volta di più la realizzazione del collegamento autostradale, dall’altro se fosse compatibile un’autostrada con gli obiettivi di questa idea naturalistica. I dubbi in questo caso li ha fugati Pistoni: «La bretella ha un tracciato definitivo già da quattro anni ed è accertato che non interferisce con il Piano paesaggio. Nel caso di Sassuolo il confine con la strada è proprio al limite dell’area di parco, in altre zone, come Formigine, interferisce, nella riserva di Colombarone per esempio, dove la strada passerà in tunnel, ma per ciò che interessa questo tipo di progetto non ci sono incompatibilità. Ciò che è interessante invece è la possibilità offerta da questa nuova istituzione, di porre un limite e un freno a qualunque iniziativa futura: da qui in avanti, è il significato del Paesaggio naturale, ci si ferma e non ci saranno possibili confusioni su quanto è possibile fare in prossimità del fiume in futuro. Il piano ha grande valore anche dal punto i vista della valorizzazione faunistica, ittica, turistica. Esiste un turismo di tipo naturalistico ed escursionistico che già ora, con la via dei vulcani di fango per esempio, porta in questo comprensorio migliaia di persone».
Il consiglio comunale ha in questo caso approvato il piano. —
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