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Le telecamere inutili contro i banditi: filmati ma non identificabili

Le telecamere inutili contro i banditi: filmati ma non identificabili

Il sistema di videosorveglianza non è ad alta definizione La differenza con Cavezzo, dove i rapinatori sono arrestati

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CAMPOSANTO

Ci sono telecamere e telecamere. Da un lato le 50 di Cavezzo, a cui se ne aggiungeranno a breve altre 25 a fronte di un ulteriore investimento di 100mila euro da parte del Comune. Un sistema di videosorveglianza efficiente e ad alta risoluzione, in dotazione alla polizia municipale, che si è rivelato in più di un’occasione fondamentale ai fini delle indagini delle forze dell’ordine. L’ultimo caso quello dei due rapinatori napoletani che hanno messo a segno l’estate scorsa i due colpi al distributore di benzina di Medolla e all’Eurospin di Cavezzo. Che sono stati arrestati dai carabinieri la scorsa settimana e dopo la convalida del fermo si trovano in carcere a Poggioreale. I carabinieri di Cavezzo, con i colleghi di San Prospero e della Compagnia di Carpi, sono riusciti a risalire a loro grazie alle telecamere che hanno ripreso chiaramente il passaggio dei malviventi su una Punto bianca, prima di fare la rapina al supermercato, e l’avambraccio destro di uno dei balordi su cui c’era un tatuaggio raffigurante Gesù con una pistola. Particolare essenziale per l’identificazione e infine l’arresto dei rapinatori.

Poi ci sono le 55 telecamere di Camposanto. La cui installazione è stata sottolineata dalla scorsa amministrazione comunale sul sito del Comune e su Facebook.

Ma tanta copertura mediatica non corrisponde un’adeguata copertura di immagini. Pare infatti che la risoluzione di quelle del sistema di videosorveglianza camposantese sia di scarsa qualità e quindi del tutto inutile ai fini di indagine. Tradotto, non si vede nulla. Nemmeno i tre balordi che venerdì alle 20,30 hanno razziato di oro e fucili da caccia la villetta di via Menotti. I tre fucili del valore di 7mila euro - due carabine ed un fucile calibro 12 - sono stati ritrovati domenica, sebbene danneggiati, nel cortile di una palazzina poco distante dall’abitazione svaligiata. A separarli, via Giannone. Dove, nei pressi di alcuni bidoni della spazzatura, c’è una delle telecamere. Immagini acquisite, invano: da questo occhio elettronico i ladri non sono identificabili. Ed era già accaduto con i rapinatori del bar. In vista di nuovi investimenti non si potrà non tenerne conto.—



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