«Partecipate in perdita Unimore deve intervenire»
Il caso di Holostem: un centro di eccellenza sulle staminali ma tra un anno l’ateneo dovrà decidere se dismettere il 10 per cento di quote
Società partecipate con problemi di bilancio: si deve decidere se dismetterle o tenerle. Società spin-off come Holostem - gioiello nazionale per la medicina rigenerativa e il trattamento delle staminali - che hanno perdite ingenti e presto non potranno più restare nell’orbita universitaria. La Corte dei Conti Emilia Romagna sollecita Unimore a «superare le criticità evidenziate» al termine di una relazione appena pubblicata che fa il punto delle società satellite dell’ateneo nel 2016.
Nel rapporto, basato sulla relazione inviata dall’università di Modena e Reggio nel settembre 2017, i giudici contabili analizzano l’opera di revisione straordinaria da loro richiesta.
Per le società spin-off, il Mef ha chiarito a Unimore, su domanda, che è possibile un’esenzione dalla revisione straordinaria «a condizione che non siano superati i 5 anni di attività». Per queste società - sette in tutto - si prevede la dismissione delle quote dopo 3 o 6 anni. Per questo diventa centrale il caso di Holostem: sono decorsi 5 anni dalla costituzione e resta quindi un anno per prendere una decisione. Ma Holostem svolge «un’attività che riveste tutt’ora un carattere di grande importanza per la ricerca» ed è «la prima azienda biotecnologica italiana interamente dedicata allo sviluppo, alla produzione, alla registrazione e alla distribuzione di prodotti di terapie avanzate basati su colture di cellule staminali epiteliali per terapia cellulare e genica». Purtroppo i bilanci del quinquennio mostrano risultati in forte perdita a fronte di ingenti investimenti iniziali: nel 2017 il passivo era di -2.759mila euro. L’università, che detiene il 10 per cento, ha annunciato «un piano di contenimento delle perdite e il passaggio all’utile a partire dal 2020». Se per i consorzi universitari non si notano sovrapposizioni rispetto alle partecipate, per le partecipate dirette Unimore annuncia che terrà la quota di Aster prevedendo un amministratore unico, More Service e Lepida. Causa consistenti perdite, per Reinnova si pensa alla dismissione. Per ForModena è stato chiesto l’avvio della procedura di liquidazione. —
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