Un nuovo Santo per la Chiesa di Modena Domenica la canonizzazione di padre Spinelli
La comunità delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento è in festa per l’evento del 14 ottobre in piazza San Pietro con Papa Francesco
MODENA. Sono giornate intense anche a Modena, dove l’istituto delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento ha il suo cuore pulsante a Casa Famiglia. È lì che la preghiera si traduce nell’accoglienza di centinaia di bambini, una delle missioni che il carisma di don Francesco Spinelli, il fondatore, aveva da sempre ben chiaro: “Prendersi cura di ogni persona”. Così avviene, tutti i giorni, tra via Cavazzi e via Tamburini nelle due scuole, Infanzia e Primaria. E anche nella chiesa di San Giovanni Bosco, sempre a Modena a San Benedetto, o ancora a Nonantola, Vignola e Montale. Sono ventuno suore che con instancabile spirito di servizio animano la Diocesi di Modena. Ecco perchè ci si deve sentire in festa per la canonizzazione del beato Francesco Spinelli, a tutti gli effetti un nuovo santo anche per Modena, che sarà proclamato da Papa Francesco domenica prossima in piazza San Pietro.
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Il beato Francesco Spinelli nasce a Milano il 14 aprile 1853, da genitori di origine bergamasca. Sacerdote dal 1875, il 15 dicembre del 1882 fonda, insieme a Caterina Comensoli, l’Istituto delle Suore Adoratrici, a Bergamo. Fu la marchesa Camilla Campori-Stanga, nel 1910, a chiamare a Modena il padre fondatore e le Suore Adoratrici per l’Associazione Cattolica Pia Opera e Protezione della Giovane in corso Vittorio Emanuele.
Nel 1919 si trasferì la sede in corso Canalchiaro, iniziando anche un pensionato per le giovani studenti. Venduto il Palazzo Cugini, le suore ebbero un nuovo trasloco nel 1926, arrivando in via Carlo Sigonio 39. Nel luglio del 1939, con approvazione dell’arcivescovo di Modena Boccoleri, iniziò la costruzione dell’attuale Casa Famiglia, inaugurata ufficialmente il 16 novembre del 1940. In breve tempo si aprirono le scuole (materna, elementari e anche medie, queste ultime oggi non esistono più) e queste divennero, durante la Seconda Guerra Mondiale, punto di riferimento per l’intera città poichè al di fuori dell’area dei bombardamenti. Oggi, chi percorre via Tamburini, sa bene che dentro quei cortili c’è una passione lunga più di cento anni.
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Merito dell’istituto che ha sede a Rivolta d’Adda e che ancora oggi riconosce all’esperienza di Modena un grande valore educativo e sociale, oltre che religioso. Lo stesso che la città ha toccato con mano negli anni.
Ecco perchè domenica, quando padre Francesco Spinelli diventerà Santo, anche in città suoneranno le campane. Papa Francesco darà seguito alle decisioni di questi mesi.
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Dopo due anni di esami, studi, documenti, firme, analisi e accertamenti, preghiere, viaggi da e per Roma, finalmente il 21 settembre 2017 la Consulta dei sette medici nominati dalla Congregazione della Causa dei Santi si pronuncia favorevolmente: la guarigione di un bimbo in Congo non è scientificamente spiegabile; non solo per la gravità oggettiva del neonato ormai privo di ogni possibilità di riprendere vita, ma anche stante le oggettive criticità della situazione clinica di un centro non ospedaliero situato in un paese africano come quello. Suor Adelina, che si trovava ad accudire il piccolo, mise un’immagine di padre Spinelli sotto la federa del bimbo e con le sorelle continuò a pregare. Quel bimbo oggi è vivo e si chiama Francesco. —
IN PARTENZA PULLMAN PER ROMA
Sarà una festa che coinvolgerà diverse parrocchie e comunità della Chiesa modenese quella che domenica vivranno le Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento.
Sono previsti pullman da diverse parrocchie, le partenze più numerose da Casa Famiglia a Modena insieme alla parrocchia di San Giovanni Bosco. La festa per la canonizzazione comincerà già sabato, con la preghiera: appuntamento alle 17 nella basilica di Santa Maria Maggiore con veglia di preghiera e messa celebrata da monsignor Antonio Napolioni, vescovo di Cremona. La celebrazione solenne sarà in San Pietro domenica mattina alle 10.15 (diretta Rai Uno). —
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