Continua la bagarre sul voto di domenica
«L’Unione dei Comuni del Cimone? Non vorrei che più che una proposta strategica per il territorio lo fosse per le strategie personali di qualcuno». Così il sindaco di Montecreto e presidente dell’Unio...
«L’Unione dei Comuni del Cimone? Non vorrei che più che una proposta strategica per il territorio lo fosse per le strategie personali di qualcuno».
Così il sindaco di Montecreto e presidente dell’Unione del Frignano Leandro Bonucchi sull’idea lanciata dal sindaco di Sestola Marco Bonucchi dopo lo stop alla fusione Lama-Montecreto arrivato domenica per i soli 32 voti con cui il No ha vinto nel paese più piccolo. Il “sospetto” insomma è che nel nuovo ente che si vorrebbe far sorgere tra i sei Comuni del Cimone (prima Unione e forse un domani fusione) Sestola voglia porsi come centro capofila. Il progetto viene bocciato anche da Paolo Ferrari, coordinatore provinciale di Civica Popolare: «Non serve immaginare, come proposto dal sindaco di Sestola, una Unione dei Comuni del Cimone, sommatoria di campanili e di piccole amministrazioni locali, adatta solo a chi non vuole rinunciare al proprio micro potere territoriale – commenta - solo con il Comune del Cimone è possibile costruire una pubblica amministrazione moderna e al passo con i tempi». E la strada per questo super-Comune secondo Ferrari passa sempre dalla fusione tra Montecreto e Lama, vista come primo passo aggregativo a cui devono seguire ulteriori fusioni. «La fusione Montecreto-Lama segna una discontinuità storica rispetto a quanti hanno remato contro ad ogni ipotesi di aggregazione – osserva – e io credo che sarebbe un errore arrestare il processo per il margine limitatissimo con cui il No ha prevalso a Montecreto. La speranza è che il Consiglio comunale abbia la determinazione di andare fino in fondo». Votando il Sì alla fusione in difformità rispetto al voto. Cosa contro cui mette nuovamente in guardia il Comitato del No: «Etimologicamente il termine “democrazia” indica il dominio e la supremazia del popolo, in senso generale l’autogoverno o l’autodeterminazione di una collettività – precisa in una nota – la comunità di Montecreto domenica ha scelto di non divenire subalterna ad una comunità limitrofa, auto determinando il proprio futuro. Dispiace assistere a manifestazioni di pensiero avverse a questo semplice concetto che è di fatto la base di ogni istituzione democratica, dove la volontà popolare è direttamente legata ai numeri. Come dispiace leggere dichiarazioni di persone che oggi ricoprono incarichi istituzionali che vanno nella direzione opposta a quanto affermato nei comizi, dove era stato garantito che i cittadini avrebbero avuto “la parola definitiva”». —
D.M.
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