L’auto utilizzata e il volto collegati ad altri episodi a Zocca e a Savignano
Il cuoco sospettato per il delitto di San Donnino è sconosciuto alle forze dell’ordine: mai segnalato, nessun precedente. Ma nel suo passato - recente e remoto - gli investigatori stanno scavando da...
Il cuoco sospettato per il delitto di San Donnino è sconosciuto alle forze dell’ordine: mai segnalato, nessun precedente. Ma nel suo passato - recente e remoto - gli investigatori stanno scavando da settimane: abita a Modena da pochi anni, da quando è convivente con una donna che vive a Savignano con le figlie avute da un precedente matrimonio. Quindi, di lui si sa relativamente poco. Tra gli episodi recenti, invece, due sono stati isolati e lo vedono nuovamente indagato per reati gravissimi: violenza sessuale e tentato sequestro di persona. Sono il caso di Zocca - l’aggressione sessuale di una giovane in un garage avvenuta tre giorni prima del delitto di San Donnino - e il tentativo di aggressione in vista forse del rapimento di una giovane a Savignano.
Come si nota, tutti e tre i casi d’indagine riguardano gravi violenze a donne: dall’omicidio con sevizie e distruzione di cadavere, a violenza sessuale (interrotta dalla fuga della vittima) fino al possibile tentativo di sequestro della giovane seguita. Il profilo del sospettato risulta ben inquadrato. Le indagini cercano di stabilire se da questa serie di casi possa discendere una serialità di comportamento che porti ad altri casi simili, finora irrisolti, che lo riguardano. È solo un’ ipotesi investigativa, si intende.
Il quadro probatorio di questi tre casi ruota intorno all’auto utilizzata per trasportare il cadavere della “lucciola” e parcheggiata accanto alla passante a Savignano. C’è il manuale scolastico trovato tra le ceneri a San Donnino, un elemento-chiave. C’è il riconoscimento del suo volto per Zocca . Esiste però una serie di elementi che rafforza il tutto: in tutti e tre i casi il suo mezzo è stato identificato sul luogo degli episodi anche attraverso le immagini di telecamere in zona. —
C.G.
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