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il caso 

«Per il bar Storchi abbiamo evitato di rimetterci soldi»

STEFANO LUPPI

Il sindaco si dice ignaro della svolta nell’assegnazione della gestione del locale con un canone limitato ma la giudica positivamente

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«Non ne sapevo nulla - spiega il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - stamattina (ieri, ndr) ho chiesto agli uffici che mi hanno detto che si tratta di una concessione alla pasticceria Remondini limitata alla sere di spettacolo. E’ positivo, almeno non ci rimettiamo soldi pubblici».

Il primo cittadino interviene sulla concessione, molto commentata sui social network, per appena 790 euro di canone totale per otto mesi del bar del teatro Storchi: il Comune, infatti, ha assegnato alla storica Remondini il bar del teatro Storchi in centro città. Come ricorda il sindaco, appunto solo per 70 serate da qui a giugno, alla limitatissima cifradi canone di 11 euro a serata. La concessione arriva con una delibera approvata nei giorni scorsi dal settore patrimonio del Comune e l’assegnazione a tavolino - all’imprenditore Mauro Rossi che gestisce in centro la pasticceria Remondini, la gelateria di piazza Roma e la nuova Osteria Rossi - è stata una procedura “urgente”. Nei mesi scorsi, infatti, l’unica azienda che si era presentata alla gara pubblica per gestire i cento metri quadrati del bar dello Storchi era stata giudicata priva di parte dei requisiti.

Il canone era di 14mila euro, con rilanci a crescere, e il bando non aveva attirato molta attenzione. Ecco, dunque, la trattativa “urgente” e privata per uno spazio di poco più di 20 metri con un imprenditore che non aveva partecipato alla gara di alcuni mesi prima.

Sul tema interviene anche l’assessore comunale al patrimonio Giulio Guerzoni: «La cifra è stata stabilita dai tecnici del Comune attraverso una perizia ponderata che tiene conto dello spazio limitatissimo effettivamente concesso in uso per il bar e del fatto che quel servizio è richiesto esclusivamente in occasione delle prove e degli spettacoli allo Storchi. E’ quindi a supporto dell'attività teatrale e del pubblico che vi partecipa. La procedura di trattativa privata che gli uffici comunali hanno condotto si è resa necessaria, come previsto dalla legge, dopo l'esito negativo della gara e nell'imminenza dell'avvio della stagione teatrale». —

STEFANO LUPPI

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