Si arriva tardi a scuola per colpa di “Gigetto”
«Continue giustificazioni a scuola per assenze e ritardi: ora basta». La voce è quella di Patrizia Anderlini, una mamma che proprio non ne può più di Gigetto. Non è il nome del figlio, ma della...
«Continue giustificazioni a scuola per assenze e ritardi: ora basta». La voce è quella di Patrizia Anderlini, una mamma che proprio non ne può più di Gigetto. Non è il nome del figlio, ma della tratta ferroviaria Modena-Sassuolo sempre più negli sfoghi di genitori e figli.
«Scriverò una lettera di reclamo – esclama la madre – perché non se ne può più. In una linea dove c’è un solo treno non capisco da dove possano nascere i disagi». Disagi che lei elenca con la pazienza al limite come le sono riportati dalla figlia, che da quattro anni utilizza il treno in direzione Sassuolo per andare a scuola. «A volte capita che si ferma tra una stazione e l’altra – prosegue Patrizia – com’è capitato l’altra volta tra Baggiovara e Formigine. Altre volte le sbarre dei passaggi a livello sono aperte».
E le lezioni non hanno aspettato la studentessa. «Ho dovuto presentare tante giustificazioni per i ritardi – aggiunge la madre – e a volte per le assenze, quando mia figlia è dovuta tornare a casa perché il treno non è passato. Ogni anno pago 380 euro di abbonamento per avere servizi che non funzionano. Non posso chiedere sempre permessi di lavoro, almeno ci fossero bus sostitutivi. Ogni mattina mia figlia si alza alle 6,30 per provare ad arrivare in orario e poi torna a casa anche due ore l’uscita dalla scuola: così anche lo studio ne risente». —
G.F.
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