Barricata in casa fino all’arresto del maniaco
La storia angosciante che ha sconvolto un paese tranquillo: la 28enne violentata in garage è stata medicata poi per giorni non è più uscita
ZOCCA
L'episodio di violenza sessuale che ha lasciato attonita la comunità di Zocca si è verificato la mattina del 24 agosto nel garage di un'abitazione in via Cava, zona nell'immediata periferia sud. Oggi è il primo dei tre casi per i quali è accusato Raffaele Esposito.
Vittima è una 28enne che abita con marito e figlia. Verso le 7.30 stava uscendo di casa per andare a lavorare. Secondo quando riferito, appena scesa in garage (situato in uno spazio aperto) è stata aggredita da un uomo a volto coperto appostato in agguato. Una persona che, da quanto si è appreso ieri dagli investigatori, la ragazza conosceva ma che in quella circostanza non ha potuto riconoscere perché a volto coperto. Mentre lei stava salendo in macchina, lui le è balzato addosso con l'intento di violentarla, ma la ragazza ha reagito: nella colluttazione, tra le urla, è riuscita a divincolarsi e fuggire all'esterno del box e quindi a rifugiarsi da vicini. Al che è scappato anche l'aggressore, probabilmente utilizzando la stessa Lancia Y bianca poi ripresa a Savignano il 2 settembre nell'altro episodio di violenza, segnato anch'esso da una forte reazione della vittima. Ancora sotto choc per l'accaduto, la 28enne si è recata subito dai carabinieri di Zocca per denunciare la violenza sessuale. È stata quindi condotta in ambulanza al Pronto Soccorso del Policlinico, dove è arrivata verso le 10.30 facendo attivare il protocollo anti-violenza previsto in questi casi con tutti i test, i cui referti sono stati trasmessi dalla Medicina legale ai carabinieri. È stata curata anche per una distorsione a una caviglia legata a una caduta durante la fuga. Non è più uscita di casa finché non le hanno detto che l’aggressore era stato arrestato.
Intanto sul luogo del reato sono giunti i carabinieri del Nucleo operativo di Pavullo che hanno effettuato i rilievi scientifici e sentito i testimoni. L'accaduto ha lasciato una ferita aperta nella comunità di Zocca, posta di fronte a un fatto senza precedenti che nelle settimane successive ha alimentato tanta angoscia e mille domande del tipo: «Può accadere anche a me? A mia figlia?»
«Tante persone in questi giorni mi hanno chiesto con una certa apprensione se c'erano sviluppi nelle indagini – sottolinea il sindaco Gianfranco Tanari – io ho raccomandato di avere fiducia negli inquirenti, sapendo che stavano facendo un ottimo lavoro. Ora vediamo i risultati delle indagini, che chiamano a un doppio ringraziamento: per aver assicurato alla giustizia un individuo molto pericoloso e per aver restituito tranquillità alla popolazione». —
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