Il colosso Manitou «Qui a Cavazzona ecco il sollevatore da Guinness»
È nel Modenese la sede italiana del grande Gruppo francese con 400 addetti specializzati. Razzoli: «Investiamo ancora»
Produce macchinari per il sollevamento, è nata in Francia nel 1958 poi l’azienda Manitou e si è affermata come multinazionale leader nel settore, in particolare con macchinari telescopici, fino a costituire una rete di distributori presenti in 141 Paesi e un fatturato consolidato di 1,6 miliardi di euro nel 2017.
Manitou è presente in Italia in provincia di Modena, con due stabilimenti produttivi a Cavazzona e Castelfranco, quattro gamme di prodotto, circa 400 maestranze altamente specializzate, un fatturato di 247 milioni nel 2017. Ne parliamo con Carlo Alberto Razzoli, responsabile marketing di Manitou Italia.
«Il positivo andamento degli ordinativi - commenta Razzoli - ci conferma la bontà del lavoro fatto e ci spinge a effettuare nuovi investimenti per ampliare la produzione nello stabilimento di Cavazzona: MRT (Manitou Rotating Telescopic), sollevatori telescopici rotativi utilizzati in ambito edilizio e industriale; MHT (Manitou Heavy Duty Telescopic), serie con grandi capacità di sollevamento nell’ambito dell’industria e della logistica; MLA (Manitou Loader Articulated) e MLT (Manitou Loader Telescopic), sollevatori telescopici utilizzati principalmente in agricoltura».
Che scopi vanno a soddisfare i vostri prodotti?
«La nostra gamma è molto ampia, vi rientrano diversi settori merceologici che spaziano dall’industria all’aerospazio. Tuttavia il nostro mercato si compone di tre macro settori: l’edilizia, con macchine da sollevamento per materiali e persone, che conta per il 50% delle vendite, l’agricoltura per il 30% del mercato, e l’industria per il 20% con macchine in grado di movimentare, ad esempio, la merce in magazzino. Al disotto di questi tre settori tante nicchie molto specifiche e particolari, come il mining, in cui le nostre macchine servono per movimentare materiale estrattivo e fare manutenzione alle grandi scavatrici».
Quali sono i punti di forza che vi distinguono?
«Ampiezza di gamma, unita a soluzioni in continua evoluzione, e un servizio competente ed efficiente che accompagna il cliente dal finanziamento alla manutenzione sono sicuramente i nostri tratti distintivi. Grazie poi a una copertura commerciale in 141 paesi siamo in grado di essere fisicamente vicini ai nostri clienti, e questo ci rende leader grazie a tempi ridotti di consegna e una maggior velocità nella manutenzione e assistenza di macchinari complessi. I mercati principali di sbocco di Manitou Italia sono i Paesi della vecchia Europa come Francia, Germania, Gran Bretagna ma anche l’Est, e poi Africa, Medio-Oriente e gli Stati Uniti».
Qual è il vostro rapporto con il mercato domestico e il Modenese?
«Il mercato italiano negli ultimi anni è in crescita e oggi si è affermato come maturo e molto esigente in termini di bisogni e qualità. Il nostro legame con l’Italia viene dalle competenze specializzate e alla rete di subfornitura del Modenese, che ci permette di realizzare un prodotto calibrato sulle necessità sempre diverse dei clienti. Competenze che ci hanno permesso di costruire a Cavazzona il sollevatore più grande al mondo con operatività di 14 metri di altezza e 35 tonnellate di capacità di carico per 69 tonnellate di peso». Una realizzazione da Guinness dei primati. «Il nostro rapporto con il Modenese - conclude Razzoli - si riflette nella prassi di omaggiare i visitatori dello stabilimento con Balsamico di Modena e Parmigiano e fare conoscere il territorio nel mondo». —
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