Inquinanti e salute nella Bassa La rivoluzione parte da Finale
Un centinaio di persone alla serata dell’osservatorio civico con i dottori dell’Isde Proposto il monitoraggio tramite i medici e allerta per le conseguenze sui bimbi
FINALE
La serata informativa dell’osservatorio civico “Ora tocca a noi” in collaborazione con Isde, l’associazione internazionale di medici per l’ambiente, ha richiamato una numerosa platea di interessati alle tematiche ambientali. Oltre cento i partecipanti per l’evento di martedì sera nella sala consigliare del Maf, “Cosa lasceremo alle generazioni future?”, richiama la citazione di Lorenzo Tomatis oncologo e fondatore dell’Isde: “Le generazioni future non ci perdoneranno i danni che noi stiamo loro facendo”, frase più volte citata per rimarcare la pericolosità a medio e lungo termine degli inquinanti.
Numerose le presenze istituzionali: la consigliera regionale 5 stelle Giulia Gibertoni, che era già intervenuta nell’ultimo congresso dell’osservatorio civico parlando della concentrazione di inquinanti a Finale come di “accanimento dal punto di vista ambientale”, il sindaco Sandro Palazzi, l’assessore all’Ambiente Gianluca Borgatti, il presidente del Consiglio Maurizio Boetti e i consiglieri di minoranza di Pd, Sinistra civica, civica per Finale e 5 stelle.
Il dottor Paolo Lauriola, presidente della sezione Isde di Modena ha presentato l’associazione e ha proposto l’istituzione di “medici sentinella”, organizzando un sistema di rilevazione di dati sanitari e ambientali tramite i dottori di medicina generale.
Maurizio Poletti, portavoce dell’osservatorio civico e tecnico agrario, ha riproposto la mappa dettagliata di Finale con tutti gli impianti impattanti per il territorio tra inceneritori, impianti a biomasse, allevamenti intensivi e la questione discarica ancora aperta, con un possibile nuovo ampliamento per 1.8 milioni di mietri cubi di rifiuti speciali e i 200 ettari di cave previste per l’autostrada Cispadana che andranno a muovere l’arsenico già presente nel terreno argilloso. Inoltre ha annunciato il deposito di un esposto alla Procura di Modena che richiede alla magistratura di valutare la possibilità dell’imputazione di disastro ambientale a Ecoblocks: «Ho fatto un’elencazione cronologica di tutte le situazioni legate a quest’impianto dal 2015 al 2018 in cui abbiamo un susseguirsi di irregolarità e incidenti che creano un pericolo per l’incolumità, come quello del 3 luglio 2018 nel’'impianto presse».
La dottoressa Patrizia Gentilini, medico oncologo e ematologo di Isde, ha impostato il suo intervento sulla salute dei bambini e sulla crescita delle percentuali dei tumori infantili sin dai primi anni di vita in condizioni di esposizione continuativa a inquinanti ambientali, sui disordini metabolici e la correlazione tra i disturbi cognitivi riscontrati nei bambini che vivono in un territorio inquinato.
L’intervento del dottor Fabrizio Pedrabissi ha riportato i dati relativi alle analisi nei licheni e nel miele, presi a campione come indicatori ambientali sul territorio finalese, e analizzati a sue spese. Nelle analisi aveva riscontrato valori eccessivi di cromo, nichel, piombo e zinco, metalli pesanti che creano tossicità acuta e cronica nell’organismo accumulandosi nell’esposizione prolungata. Il medico finalese ha portato come esempio l’esposizione al piombo nei bambini sotto i 4 anni: «L’assunzione giornaliera di 0,3 mcg/Kg di peso è associata ad un calo di 0,5 punti del QI, mentre quella di 1,9 mcg/kg di peso corporeo è associata ad un calo di 3 punti del Quoziente intellettivo».
A Finale rimane inoltre inesplorato il monitoraggio tramite i bioindicatori di cui doveva dotarsi il Comune in maniera sistematica dopo il voto all’unanimità di un anno fa alla mozione della lista civica di Elena Terzi e Pierpaolo Salino. —
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