Maxi impianto a biometano In cantiere gli incontri pubblici
Verranno lavorate ogni anno 100mila tonnellate di rifiuti Il Comune: «Non si tratta di un inceneritore» L’azienda: «Tecnologia al top»
CONCORDIA
È stata avviata la fase di Valutazione di Impatto Ambientale di un progetto presentato dalla società Bio Bimat srl di Modena per realizzare nell’area industriale Ex Kermar un impianto per la produzione di biometano attraverso il recupero a fini energetici di biomassa composta da 20mila tonnellate/anno di residui di sfalci e potature e 80mila ton/anno di frazione organica della raccolta differenziata urbana. «Non sarà realizzato nessun inceneritore, termovalorizzatore o discarica di rifiuti - scrive il Comune in una nota - L’attuale Piano Strutturale Comunale, in vigore dal 2009, consente presso l’area ex Kermar, tra le varie attività, anche l’insediamento di quelle che producono energie rinnovabili ed è a carico dei proponenti il completamento di tutte le opere di urbanizzazione dell’intero comparto, previa autorizzazione del Piano Urbanistico Attuativo di competenza comunale. L’area di via delle Mondine interessata dal progetto è stata acquistata dalla Bio Bimat all’asta bandita dal curatore fallimentare dopo diverse gare andate deserte negli anni precedenti. Per approfondire il merito della proposta è stata convocata per il 17 ottobre una nuova riunione della commissione consiliare Territorio e Ambiente chiedendo la presenza della società in modo che Bio Bimat possa illustrare direttamente ai consiglieri il progetto che propone a Concordia. È anche intenzione dell’amministrazione chiedere a Bio Bimat di promuovere iniziative pubbliche in modo che già in questa fase istruttoria si possa confrontare con i cittadini e rispondere a dubbi e domande».
Invito che Bio Bimat ha già accolto. L’azienda spiega il progetto anche in una nota. «L’impianto, realizzato con un investimento di circa 30 milioni di euro, riceverà circa 80mila tonnellate di Forsu/anno, che garantiranno una produzione di 6,4 milioni di metri cubi di biometano. Il materiale derivante dalla digestione anaerobica sarà ulteriormente lavorato per l’ottenimento di ammendante naturale. Solo il 10%-15% del totale conferito sarà rifiuto biologicamente inerte (plastiche, metalli, vetro) da destinare al recupero presso aziende specializzate. La produzione di biometano avviene attraverso un processo naturale di digestione anaerobico/aerobico, senza combustione né emissioni di fumi in atmosfera. Le tecnologie che saranno impiegate sono di ultima generazione: la biomassa conferita sarà rapidamente processata per evitare odori, tutti i reflui liquidi saranno trattati da un depuratore e la quasi totalità dell’acqua trattata sarà riutilizzata nel processo». —
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