Gazzetta di Modena

Modena

LA RASSEGNA “11 L’ORA DELL’AUTORE” 

Salvarani e la teologia per i tempi incerti che stiamo vivendo

MARIA PETTINATO
Salvarani e la teologia per i tempi incerti che stiamo vivendo

È stato l’ultimo libro di Brunetto Salvarani, “Teologia per tempi incerti”, ad inaugurare la nuova edizione della rassegna culturale “11 l’ora d’autore” a cura dell’amministrazione comunale e delle...

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È stato l’ultimo libro di Brunetto Salvarani, “Teologia per tempi incerti”, ad inaugurare la nuova edizione della rassegna culturale “11 l’ora d’autore” a cura dell’amministrazione comunale e delle Gallerie Estensi, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e della Regione. Un format innovativo, tutto sassolese, che porta ogni anno in città, durante le tradizionali “Fiere d’ottobre”, volti noti del panorama culturale italiano e, talvolta internazionale. A fare da cornice la magnificenza di Palazzo Ducale, nonché teatro dell’apprezzato appuntamento. Il teologo carpigiano, docente alla facoltà di teologia dell’università dell’Emilia Romagna, nel suo ultimo scritto offre una rilettura della Bibbia, testo plurimo, come lui stesso la definisce, all’interno della quale si affacciano un innumerevole quantità di personaggi. Salvarani, che ha dialogato con Michelina Borsari, tratta una teologia della fragilità, la stessa che è anche il filo condutture e la chiave di lettura con la quale l’autore analizza la molteplicità di personaggi presenti nella Bibbia. «Io credo – afferma Salvarani – che la Bibbia, letta con un certo tipo di occhiali, produca un’immagine di Dio che è diversa da quella che di solito noi abbiamo. Per questo motivo va a toccare dei nervi vitali anche della teologia.Propongo la lettura in due chiavi: da una parte un testo sacro come codice della cultura e dell’arte; dall’altra parte la Bibbia come scuola di umanità. Leggendo i personaggi che presento ci si rende conto che probabilmente c’è qualcosa che ci avvicina, più di quello che non pensiamo, quando siamo deboli e fragili, alle figure bibliche. E questo credo sia consolante». —

MARIA PETTINATO

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