Sant’Agostino in affanno: la biblioteca resta ai Musei?
Voci di un ulteriore ridimensionamento del progetto Aulenti: via i libri antichi La direttrice Bagnoli: «No comment». Il Comune pronto ad ascoltare gli esperti
Rischia un ulteriore ridimensionamento il progetto ideato dal noto architetto Gae Aulenti per il restauro del Sant’Agostino, già privato del suo segno distintivo: le due torri che avrebbero dovuto ospitare centinaia di migliaia di libri della Biblioteca Estense. Ancora nessuna comunicazione ufficiale, perché occorrerà attendere che i vari referenti della cultura facciano le loro audizioni in commissione comunale (domani e il 19 ottobre), ma voci interne agli istituti cittadini scommettono ormai sul fatto che proprio l’Estense non presterà al Sant’Agostino futuro neppure i suoi ampi fondi moderni.
Se vero, sarebbe l’affossamento definitivo del progetto pensato dalla Aulenti, scomparsa da alcuni anni, e della società di ingegneria modenese Politecnica. Già oggi, rispetto a quel vecchio progetto, molti ritengono che non si possa più parlare di “progetto Aulenti”, mancando appunto le torri-magazzino. Ma la chiusura definitiva col passato ci sarebbe appunto se solo una parte - quella tutto sommato molto minoritaria e ben poco richiesta in visione e prestito - dei libri della biblioteca passasse al Sant’Agostino. Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi, preferisce non commentare e si limita a dire: «Io parlerò della mia visione sulla vicenda alle audizioni consiliari il 19 ottobre. Comunque ricordo che la Biblioteca Estense è una biblioteca statale. Per il resto no comment».
Occorre dunque attendere visto che la dirigente ministeriale voluta a Modena e Ferrara dall’ex ministro Dario Franceschini ha un ruolo centrale nell’operazione: quando lei comunicò che nelle torri Aulenti non sarebbero andati i libri dell’Estense quelle strutture alte 23 metri da costruire automaticamente divennero inutili. Nel caso, sarebbe difficile continuare a sostenere che al centro del progetto del nuovo palazzo della cultura ci sono i libri.
Anche perché è già stata presa la decisione - maturata in corso d’opera e sui cui sono d’accordo Italia Nostra e Amici di S. Agostino - di posizionare nell’ex ospedale la Galleria civica, Fondazione Foto e museo della figurina (Fondazione Mav) oltre a laboratori innovativi. Tutto ciò anche perché, nonostante i passaggi in Consiglio comunale, la soprintendenza chiede altre modifiche al progetto che quindi è appunto divenuto altra cosa rispetto alla firma “Aulenti”.
Si vedrà entro pochi giorni. Certo, questo “smembramento” della biblioteca statale, che resterebbe in larga parte al piano nobile di Palazzo dei Musei - dov’è da fine ‘800 - con una appendice nell’ex ospedale prospiciente, ora è appunto al centro del dibattito. Lo si apprende da ambienti del personale comunale e delle associazioni culturali. Insomma la sensazione è che molto ancora accadrà intorno a un progetto che ne ha già viste tante negli undici anni che intercorrono da quando il vicepremier nel 2007 Francesco Rutelli firmò il primo documento alla Fondazione Cassa di risparmio di Modena che aveva da poco comprato il Sant’Agostino. Oggi la biblioteca statale, grazie alla Riforma Franceschini, è entrata nelle Gallerie Estensi riunendosi con la Galleria ed è la stessa Bagnoli che non nasconde come la Biblioteca Estense - un istituto storico del Ministero per i beni culturali e non un istituto di pubblica lettura - sia fondamentale nella strategia di valorizzazione delle Gallerie Estensi.
Intanto in Comune ci si prepara ad ascoltare gli esperti, dopo che nei giorni scorsi in consiglio comunale aveva lungamente dell’istituto dello Stato: «Oggi la Biblioteca Estense Universitaria - ha detto il sindaco - è collocata in spazi angusti e poco funzionali: come ha detto qualcuno in battuta, non si capisce se sono i muri a reggere gli scaffali storici o gli scaffali a reggere i muri. La Biblioteca Estense merita ben altra considerazione e soprattutto è e deve essere una priorità, non può attendere progetti futuribili».
Chi invece è d’accordo nel superamento del progetto Aulenti è Giorgio Montecchi, ordinario di Bibliografia e Biblioteconomia all'Università Statale di Milano e aderente agli Amici di Sant’Agostino: «La mia proposta - spiega l’esperto - è trasferire al Sant’Agostino solo i fondi librari cosiddetti “chiusi”, ossia le donazioni librarie che hanno una storia a sé: all’Estense ci sono il fondo Formiggini e quello di Giulio Gibertoni del ‘900, oppure quello ottocentesco Ferrari-Moreni. Certo il problema, dopo l’eliminazione delle due torri, riguarda il cortile della Tenaglia: visto che questi libri saranno richiesti pochissimo e visto che ormai ci sono al centro del Sant’Agostino le idee riguardo alle arti figurative ha ancora senso parlare di progetto Aulenti? Secondo me è un discorso chiuso e penso che molti in Comune e Fondazione Cassa lo abbiamo capito». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI++
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
