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Savignano, tentato sequestro la vittima sconvolta dal video

Carlo Gregori
Savignano, tentato sequestro la vittima sconvolta dal video

La 18enne è riuscita a reagire e a fuggire. Poi ha indicato la telecamera ai militari Vedendo le immagini dell’aggressione, ha rivissuto il trauma restando scioccata

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La ragazza è ancora sotto choc. E ieri ha rivissuto il trauma di quei momenti guardando attentamente il video della sua aggressione. Era la prima volta che accadeva e l’ha sconvolta. La diciottenne straniera non aveva mai visto quelle immagini che la ritraevano mentre Esposito cercava di afferrarla e trascinarla verso la sua auto con la portiera posteriore già aperta. Quel video è stato tenuto segreto dai carabinieri e dalla Procura fino a ieri, quando è stato mostrato pubblicamente in conferenza stampa. Eppure è stata proprio lei, mentre si divincolava, ad accorgersi che nella villa accanto all’auto parcheggiata dal suo aggressore c’era una telecamera di sorveglianza puntata in strada. E a quell’indirizzo i carabinieri si sono rivolti trovando un documento prezioso contenente elementi chiari sull’auto usata nel tentativo di sequestro.

Come spiega il legale di parte offesa che segue la vittima, l’avvocato bolognese Andrea Margotti, la ragazza non aveva mai visto quell’uomo. Mai. Eppure c’è un “prequel” non ripreso, una fase precedente a quel video recuperato, in cui si svolge il primo approccio.

È domenica 2 settembre. È pomeriggio e la ragazza passeggia per Savignano. In quella giornata assolata e calda lungo la strada sente incrociare uno sguardo: nota Raffaele Esposito che la segue a breve distanza. Percepisce un pericolo: in quello sguardo c’è qualcosa di inquietante. Accelera il passo, lui fa altrettanto. Lei scappa e lo semina. Quindi la ragazza, già in quella fase, aveva percepito che poteva accadere qualcosa di sgradevole. Neppure un’ora dopo torna a camminare in paese per darsi coraggio, forse cercando di esorcizzare l’accaduto, ma un’auto bianca le taglia la strada. Scende Esposito, apre la portiera posteriore, le si avvicina - e come si osserva nel video - dice diessere un carabiniere, cerca di afferrarla e trascinarla. Lei si divincola, scappa, riesce a raccogliere la borsetta caduta e fugge a gambe levate, mentre lui torna all’auto. Per la Procura in quella scena c’è tutto il senso di un tentativo di sequestro avvenuto in pieno giorno, di domenica pomeriggio, senza neppure coprirsi il volto. La ragazza lo denuncerà immediatamente ai carabinieri che avvieranno le indagini e, grazie al gps dell’auto della figliastra di Esposito, confermeranno la presenza del cuoco in quel posto. Scatta il fermo, poi convalidato dal gip. E poi a cascata l’indagine si volge agli altri due casi. Resta aperta una terribile domanda: cosa avrebbe fatto a quella ragazza sconosciuta che voleva rapire? —



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