Una strada per Formiggini e pietre d’inciampo in strada
Modena ricorda le vittime della persecuzione dedicando un tratto di piazza all’editore ebreo modenese. Targhe esposte vicino alle case dei deportati
Una piccola parte di piazza Torre dedicata all’editore Angelo Formiggini, con una cerimonia solenne in consiglio comunale per ricordare l’editore modenese suicida per protesta contro le leggi razziali.
E poi le “pietre d’inciampo”, piccole targhe d’ottone di dieci centimetro per lato da fissare a terra, davanti alle case degli ebrei modenesi che furono deportati per effetto dei provvedimenti del governo di Mussolini e del fascismo.
Sono questi i due passaggi più importanti delle commemorazioni in programma il 29 novembre per ricordare gli ottant’anni delle “leggi sulla razza” che misero al bando, dalle scuole e da ogni amministrazione pubblica, gli italiani di religione israelita. A loro non veniva addebitata nessuna altra colpa, se non quella imperdonabile per decreto, di non essere di “razza ariana”, come voleva la propaganda ufficiale del regime.
A partire dal settembre 1938 i fedeli della legge mosaica diventavano nemici della società italiana, anche se erano perfettamente inseriti nelle vicende della Penisola da almeno due millenni.
Per la nostra provincia la storia dolorosa del suicidio dimenticato di Formiggini e di quelle persecuzioni, e della deportazione verso i lager di quasi cento persone, stanno per diventare memoria collettiva della città. In questo senso vanno i due ordini presentati in consiglio. Con quello firmato da Antonio Carpentieri, che lo ha preparato, e che è stato sottoscritto da altri nove consiglieri, si chiede di colmare la lacuna che finora ha escluso l’editore, modenese ed ebreo, dalle strade e dalle piazze della città. «In vista dell’anniversario della sua morte il 29 novembre, quando si lanciò dalla Ghirlandina, - ricorda Carpentieri - si chiede di dedicargli un passaggio in una parte di piazza Torre, dove lui cadde. In più ci dovrebbe essere una cartolina commemorativa con uno speciale annullo postale e il contributo dei ragazzi delle scuole Ferraris».
«Certo, saremo presenti - dice con un entusiasmo contagioso Mario Calice, docente di italiano e storia in quelle medie - Da una parte l’orchestra della scuola eseguirà musica klezmer, dall’altra si terrà una lettura teatrale di testi pubblicati da Formiggini sulla libertà».
Ma c’è anche un’importante iniziativa. Per la prima volta a Modena saranno messe le pietre d’inciampo che ricordano i deportati che furono catturati nella nostra città e avviati ai campi di concentramento in Germania. Molti di loro non tornarono più.
«Le leggi razziali, la discriminazione degli ebrei italiani nella vita pubblica e sociale - ricorda Federica Di Padova (Pd), che ha promosso l’iniziativa - Fu una crescente persecuzione dei diritti che si tramutò in una persecuzione delle vite. Le trenta leggi approvate in sette anni furono la naturale prosecuzione del razzismo connaturato al fascismo». —
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