Caos lezioni a scuola Quei subdoli messaggi per le mamme critiche
SERRA Audio WhatsApp che arrivano sul cellulare con avvertimenti del tipo «stai attenta a come parli» e «ti faccio brutta pubblicità in giro e poi son ca..i tuoi». Li hanno ricevuti in questi giorni...
SERRA
Audio WhatsApp che arrivano sul cellulare con avvertimenti del tipo «stai attenta a come parli» e «ti faccio brutta pubblicità in giro e poi son ca..i tuoi». Li hanno ricevuti in questi giorni diverse mamme di Serra che stanno vivendo l’emergenza scuole e hanno manifestato, tra la gente e su Facebook, forti preoccupazioni soprattutto per le difficoltà che le lezioni pomeridiane alle medie stanno creando alle famiglie. Una circostanza inquietante, perché le mamme interessate non avevano dato il loro numero alla persona che ha inviato i messaggi, del paese, in alcuni casi non la conoscevano neanche.
Ci sono stati picchi di tensione piuttosto alti, al punto che in diverse si sono rivolte ai carabinieri di Serra facendo acquisire gli audio prontamente salvati sul telefono prima che chi li aveva inviati li cancellasse. I militari stanno monitorando attentamente la situazione per evitare che degeneri: sono stati segnalati anche tre casi di danneggiamento auto, per cui si sta verificando un eventuale collegamento con le minacce.
Pare che gli audio siano stati girati anche al sindaco di San Prospero, per fargli capire quanto sia difficile instaurare a Serra quel clima di collaborazione nell’emergenza a cui aveva esortato.
«Mi sembra invece un clima intimidatorio - dice una delle mamme minacciate - del tipo che se non sei di un tal gruppo e la pensi diversamente devi smetterla perché dai fastidio. È una cosa intollerabile, com’è intollerabile il fatto che una persona sconosciuta entri in possesso del tuo numero di cellulare. Io ho spostato mio figlio alle medie di Prignano perché come famiglia non riuscivamo più a gestire la scuola al pomeriggio. Ma l’intento era di riportarlo a Serra una volta istallati i moduli di San Prospero, perché ho scelto di vivere in questo paese. Ma se invece di ricevere solidarietà mi mandano minacce, col cavolo che torna. E a febbraio iscrivo altrove anche quello che inizia le medie il prossimo anno. Così faranno in tanti, credo, se non c’è un netto cambio di atteggiamento».
«Già a metà settembre sono stata dai carabinieri per le prime minacce - racconta un’altra mamma - ma ci torno se continua così: mercoledì ho ricevuto un altro vocale da un’utenza sconosciuta che mi dava suggerimenti su cosa dovevo scrivere e cosa no su Facebook. Ma in che paese viviamo?». —
D.M.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google