Fattoria Centofiori di Marzaglia: qui il pollo ha il sapore d’una volta e anche il pane è fatto in casa
Rinascere attraverso la cultura del cibo e della ristorazione si può. Ed è una rinascita che ha il sapore dei prodotti genuini, coltivati a chilometri zero.
MODENA. Rinascere attraverso la cultura del cibo e della ristorazione si può. Ed è una rinascita che ha il sapore dei prodotti genuini, coltivati a chilometri zero, della freschezza delle piccole aziende che portano in tavola i gusti più naturali.
Questo si chiama Fattoria Centofiori ed è a Marzaglia: si tratta in primis di un progetto di agricoltura sociale, partito nel 2011 e decollato nel corso degli anni fino a crescere, dando gratificazione alle anime che giorno dopo giorno lo portano avanti e ai clienti che vi si recano.
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“L’attività è una cooperativa sociale, nata nel 2011 – spiega Marco Malavasi, alla guida del locale - Il locale rappresenta innanzitutto una possibilità per ragazzi che vengono inseriti con particolare attenzione all’aspetto educativo della loro mansione. Diamo la possibilità a chi è meno fortunato di noi, ai casi di emarginazione, di rinascere, di ritrovare se stessi in un contesto agricolo. Questo significa che costruiamo attività ad hoc per questi ragazzi per conseguire obiettivi come quella della reintroduzione nella società, con autonomia e responsabilità. Ciò implica che si debbano occupare di un po’ di tutto: dalle piccole cose a quelle più complicate. Gestiscono gli animali, lavorano in campagna, ad esempio. Come fattoria multifunzionale abbiamo tante possibilità per inserire questi ragazzi nelle attività più idonee”.
Durante la settimana il locale diventa un laboratorio di catering e nel weekend, “siamo al timone dell’attività io, Sofia e Jessica – prosegue Marco - La cucina è un tradizionale rinnovato, potremmo definirla così. Cerchiamo infatti di utilizzare prodotti di altissima qualità che sono tutti certificati bio provenienti da microaziende locali. Il nostro obiettivo è fare cultura dell’alimentazione e dare la possibilità di conoscere aziende che altrimenti farebbero fatica. Quello che proponiamo è tutto fatto in casa: dalla pasta fresca al pane, facciamo tutto noi tranne qualche marmellata”.
I piatti forti di Centofiori sono i tortelloni e il pollastro.
“I tortelloni sono superlativi, il pollastro è come il pollo della nonna: per molti risulta quasi strano assaggiare un prodotto realizzato così, fatto proprio come una volta, allevato 120 gironi contro i 30 degli allevamenti convenzionali, senza antibiotici. Ha la carne molto più profumata, rossiccia” puntualizza Marco.
Anche gli antipasti sono particolarmente graditi: sono 8/10 divisi tra cereali, legumi e verdure con preparazione espressa. “Gli antipasti verranno serviti al tavolo perché abbiamo comprato dei piatti su misura – prosegue Malavasi - I modenesi apprezzano della nostra cucina: la leggerezza, il ritrovare gusti semplici ma genuini. E anche un’accoglienza famigliare, un valore che non è scontato”.
Progetti per il futuro? “Consolidare sempre più l’attività. Migliorare il rapporto tra piccole aziende e prodotti d’eccellenza e le persone. Questo fa cultura, quello che mangi non è solo visivo, olfattivo e gustativo, ma il nostro modo di essere punta sulla consapevolezza. Da noi vedi un punto di vista. Per capire che il cibo è veramente importante per noi”. —
SERENA ARBIZZI
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