Modena, Garage Ferrari ancora in bilico tra demolizione e uso pubblico
Modena. L’amministrazione resta indecisa se far abbattere l’abuso a spese della proprietà o far prevalere l’interesse della collettività e utilizzarlo per la sosta vicino al centro
MODENA Qualcuno pensa di portare avanti la sua funzione naturale - la rimessa per auto - mentre qualcun altro ci vede un progetto più “sostenibile”, come un deposito di biciclette. Sempre che non sia necessario abbattere tutto: in quel caso, la demolizione spetterebbe al Comune, ma i costi ricadrebbero sul privato, ovvero Piero Ferrari.
LE INTERROGAZIONI C’è stato il caso del garage Ferrari di viale Trento Trieste al centro del Consiglio comunale di ieri pomeriggio, con una doppia interrogazione alla giunta firmata dalle consigliere Luigia Santoro (Lega) ed Elisabetta Scardozzi (M5S). Al centro dei dubbi delle esponenti dell’opposizione c’era dunque la situazione del garage abusivo donato al Comune dal figlio di Enzo Ferrari: la consigliera del Carroccio ha chiesto cosa il Comune intenda fare «per risolvere questo annoso contenzioso», mentre Scardozzi ha chiesto quali sono state le motivazioni che hanno portato il sindaco alla decisione di firmare il protocollo di intesa per il trasferimento dell’immobile al patrimonio dell’amministrazione, «operazione che di fatto pare ledere gli interessi privati di cittadini che hanno avuto varie sentenze a proprio favore (mai messe in atto) in virtù di un interesse pubblico (un parcheggio) non così evidente».
L'ASSESSORE Nella replica, l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli ha spiegato che il termine di 90 giorni concesso alla proprietà nell’ordinanza per demolire o presentare un progetto edilizio in sanatoria è scaduto il 2 ottobre scorso, mentre l’amministrazione sta procedendo con gli atti necessari al passaggio di proprietà a titolo gratuito al Comune, ed entro l’anno verrà portata in Consiglio la proposta di deliberazione che definirà le sorti dell’immobile. L’assessore ha quindi ricordato che il Consiglio di Stato, con una sentenza del 2 gennaio 2018, ha confermato la decisione del Tar di Bologna, che aveva dichiarato la nullità della sanzione sanante emessa dal Comune e ha sancito che l’immobile non deve per forza essere demolito, lasciando ancora margini di intervento al Comune. «Le sentenze a volte piacciono e a volte no - ha affermato Vandelli - ma anche se non si condividono si rispettano. Con il protocollo d’intesa sottoscritto tra Comune, Piero Ferrari e B.A. Service srl a inizio agosto abbiamo preso atto dell’anticipazione della volontà del privato di non procedere alla demolizione e di non presentare alcun progetto di sanatoria relativa al garage Ferrari».
Ma cosa succederà ora? «Una volta acquisita l’opera, per legge, è prevista la demolizione - ha spiegato ancora l’assessore - salvo che con una deliberazione consiliare non si dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l’opera non contrasti con interessi urbanistici o ambientali». —
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