Gazzetta di Modena

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verso la sentenza 

I giudici chiusi in Questura per tre settimane

I giudici chiusi in Questura per tre settimane

Martedì l’ultima udienza Ce ne sono già state 194  poi il presidente Caruso e i suoi colleghi si ritireranno per un verdetto storico

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Alla 194esima udienza che si è tenuta nell’aula bunker di Reggio erano presenti l’imprenditore modenese Augusto Bianchini e la moglie Bruna Braga, interessati alle nuove dichiarazioni di Valerio. C’erano i loro legali, e i legali degli altri imputati modenesi.

Quella che si è conclusa ieri segna la conclusione dell’istruttoria dibattimentale, come ha spiegato con un certo sollievo il presidente della Corte. Ora c’è solo spazio per le “dichiarazioni spontanee” degli imputati (i pentiti Valerio e Muto si sono già espressi) che si esauriranno nella “tappa” di martedì prossimo. Quando, al termine, la Corte (il presidente modenese Francesco Caruso e i giudici a latere Cristina Beretti ed Andrea Rat) si ritirerà in “camera di consiglio” negli spazi blindati predisposti in Questura a Reggio. Due-tre le settimane forse necessarie per emettere questa storica e complessa sentenza.

Sul luogo della camera di consiglio un serrato confronto tra le autorità, svoltosi nei giorni scorsi, è arrivato alla conclusione che la Questura di via Dante sia la soluzione migliore, dal punto di vista della sicurezza e per l’isolamento forzato e a oltranza che attende i giudici, chiamati ad emettere il verdetto di primo grado.

Una dislocazione senza precedenti, che segna un altro “unicum” del procedimento storico contro la ‘ndrangheta calabrese infiltrata nella nostra regione.

Per camera di consiglio (ha più di un significato) si intende il luogo fisico e vietato al pubblico nel quale il giudice si ritira per deliberare ed emettere la sentenza. Senonché in un maxi-processo come questo, e con imputazioni da 416-bis (organizzazione a delinquere di stampo mafioso), tutto diventa ipertrofico e l’esigenza primaria è la sicurezza.

Si procederà ad oltranza. Intanto resta l’ultima udienza di martedì, quando gli imputati potranno rilasciare le loro ultime dichiarazioni. E già ieri Gaetano Blasco e Sergio Bolognino hanno annunciato battaglia, chiedendo di poter leggere un testo, come ha fatto il pentito Valerio. E a Valerio che ha assicurato come Blasco abbia anche la croce sul pollice segno della affiliazione alla ’ndrangheta, l’imputato ha risposto: «Bugie, io mai affiliato a nulla. Sono pronto a farvi vedere subito le mie mani per dimostrare queste falsità». —

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