Gazzetta di Modena

Modena

nervi tesi in casa seta 

I reggiani stoppano Cattabriga «Non ti diamo i poteri vacanti»

In attesa della nomina del sostituto di Badalotti il presidente dell’azienda ha chiesto di avere le deleghe ma è arrivato un secco no 

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Prosegue senza esclusione di colpi lo scontro istituzionale tra il comune di Modena e quello di Reggio Emilia, sulla nomina del direttore generale di Seta. La bocciatura del presidente Andrea Cattabriga alla proposta di un secondo mandato del manager reggiano Roberto Badalotti, (che con Bulgarelli è stato protagonista di una gestione di Seta che sul piano dei problemi e della mancata armonia sindacale non ha avuto eguali nella sua storia), non è piaciuta ai soci della città del tricolore, che nel consiglio di amministrazione di ieri si sono presi (non ufficialmente) la “rivincita”. All'ordine del giorno, infatti, era in discussione la proposta del presidente Cattabriga di attribuire a se stesso le deleghe del direttore, che dal primo ottobre sono in carico all'intero Cda.

Daniele Caminati, rappresentante dei soci reggiani si è astenuto e spiega alla dire: «sono venuto a conoscenza della proposta solo all'ultimo perché, come spesso accade, i documenti non erano stati caricati sulla 'data room'». Quindi, aggiunge Caminati, «non ho voluto decidere con leggerezza sull'attribuzione di deleghe che in genere spettano ad un direttore competente e con esperienza e ho chiesto di avere un po’ di tempo per valutare il materiale». Insomma, fa sapere il reggiano, «nulla di personale», ma anche nella prossima riunione del cda «la decisione non è predefinita». La «resa dei conti» è dunque rinviata alla prossima riunione dell'organo direttivo, composto al momento da 4 persone (il seggio di Piacenza è vacante).

E ad accendere i campanilismi arriva anche il duro giudizio di Andrea Burzacchini, amministratore unico dell’Agenzia mobilità di Modena, esperto di mobilità sostenibile, sulla stazione Mediopadana dell’Alta velocità firmata Calatrava.

«Bello l’aspetto, grazie a Santiago Calatrava, ma solo quello». Questo il giudizio espresso su facebook dall’amministratore di Amo,: «Esemplare per l’uso dello spazio qui da noi in “mediopadania”. Una stazione dei treni fatta da un “archistar”, oggettivamente splendida, corredata di: bar squallido dove il caffè sa di estratto di cicuta, sala d’aspetto stile anni ’70, corridoi spogli e, ovviamente, qualche ettaro di parcheggi».

E più avanti rincara nel suo sarcasmo Burzacchini, citando proprio il fronte bus: «Ah, c’è una splendida fermata autobus con due linee che si alternano dal centro di Reggio Emilia ogni 10 minuti davanti all’ingresso, ma il medio-padano medio preferisce parcheggiare il suv a 400 metri nell’ultimo posto disponibile e zigzagare tra le auto, visto che, ovviamente, non c’è un camminamento pedonale...» E invece, a sorpresa, fra la ventina di like riscossi da Burzacchini vi è anche quello del collega Michele Vernaci, amministratore unico dell’Agenzia della mobilità di Reggio Emilia. —



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