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elezioni amministrative 2019 

Monica Medici, M5s «Voglio candidarmi per diventare il sindaco di Carpi»

Serena Arbizzi
Monica Medici, M5s «Voglio candidarmi per diventare il sindaco di Carpi»

La combattiva consigliera comunale scende in campo  «Pronti a rappresentare l’alternativa al governo della città»

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«Sono disponibile a candidarmi a sindaco». Parola di Monica Medici, candidata su cui il Movimento 5 stelle punta per il ruolo di sindaco alle prossime amministrative 2019. Candidature che, nel caso del M5s, saranno votate, solitamente cinque mesi prima della competizione elettorale, sulla piattaforma Rousseau, dove il nome di Monica Medici sarà certamente presente, sostenuto in primis dal capogruppo e candidato a sindaco uscente Eros Andrea Gaddi. Il M5s a livello locale dovrebbe correre da solo, pur muovendosi in uno sfondo nazionale dov’è alleato con la Lega.

«La certezza è che io mi candido. Poi vedremo se ci saranno altri nomi» spiega Medici.

Di cos’ha bisogno Carpi?

«C’è un grande bisogno di ritornare a stare bene nella nostra città. Negli ultimi anni si è puntato troppo sul denaro: c’è necessità, invece, di valorizzare le cose che non si possono comprare. L’incolumità fisica, la salute, l’ambiente. Se non hai piste ciclabili puoi avere tutti i soldi del mondo, ma mancano le infrastrutture...»

E per quanto riguarda la macchina comunale?

«Abbiamo una macchina comunale che non premia né incentiva le persone valide. Vanno avanti sempre gli yes man. I dipendenti pubblici sono demoralizzati. Questo sta depauperando tantissimo la macchina comunale. Questo si traduce nei servizi che vengono meno. Così, da un lato si lamenta il dipendente e, dall’altro, pure il cittadino».

Che sindaco sarà, se verrà eletta?

«Di certo non sarò il tipo di sindaco che va a tagliare i nastri. Io lavorerò sodo. Vorrò conoscere nome e cognome dei dipendenti pubblici, ma non per controllarli. Ma perché devono sentirsi valorizzati».

E per quanto riguarda ambiente e trasporto pubblico come giudica quest’amministrazione?

«I valori 2017 parlano di 3,9 utenti medi a tratta. Stiamo parlando di nemmeno quattro persone... Si farebbe prima a caricare tutti con una normalissima Panda...».

E le Terre d’Argine?

«Vanno certamente ripensate. Campogalliano soffre per la sua appartenenza alle Terre d’Argine. Perché, dunque, trattenerlo se non si sente collegato con gli altri Comuni? Ora ci sono penali tali per uscire dalle Terre d’Argine che risulta impensabile affrontare quest’alternativa. Certo è pure vero che i Comuni troppo piccoli da soli sono svantaggiati. Ma bisogna contemperare al meglio le varie esigenze».

Siete stati spesso criticati per avere preparato numerosi esposti, almeno otto...

«E quello che sta per arrivare... Ne abbiamo in cantiere uno, sempre sull’Asp (azienda per i servizi alla persona) e sempre riguardante i terreni. Mi hanno accusata di non avere a cuore la città. Che se l’Asp avrà meno donazioni sarà colpa mia. Ma la realtà è molto diversa da quanto appare. Durante l’ultimo Consiglio delle Terre d’Argine è andato in scena un processo a Monica Medici dove io, da “imputata” ho taciuto. Ma credo che i cittadini debbano sapere. Nel 2015 abbiamo presentato un esposto contro Tundo, la ditta incaricata del trasporto scolastico. I fatti e il tempo ci hanno dato ragione: all’epoca siamo stati ignorati, invece...».

I punti del programma del M5S stanno per essere approntati e toccano «ambiente, una delle nostre stelle, parco Lama, che giace nel dimenticatoio - aggiunge Eros Andrea Gaddi - la necessità di ristrutturare l’esistente invece di edificare ex novo, maggiore rappresentatività nelle Terre d’argine, segnate da un maggioritario secco, incremento degli agenti della municipale per avere più sicurezza e rivedere totalmente il trasporto pubblico». —

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