Pertosse, contagiato medico di Baggiovara: scattata la profilassi
Altri due colleghi dell'ospedale sono ora in accertamento Dall’inizio dell’anno sono 65 i casi segnalati nel Modenese
Continua la stagione della pertosse, diffusa in questo periodo nella popolazione e che, quindi, può colpire anche gli operatori sanitari, come accaduto nei giorni scorsi in un Unità operativa dell’ospedale di Baggiovara per un medico, al quale si aggiungono altri due colleghi in accertamento. Come sempre avviene in casi del genere, la Direzione sanitaria ha avviato le misure di prevenzione della diffusione (profilassi) su tutti i pazienti e gli operatori che hanno avuto un contatto diretto con il caso segnalato.
La diagnosi della pertosse non è sempre immediata visto che il sintomo principale, la tosse, è diffuso in una stagione caratterizzata da forti gli sbalzi termici. Per questo motivo i primi sintomi della pertosse possono essere confusi con quelli di un semplice raffreddamento. Di solito per prevenire la diffusione è sufficiente una profilassi antibiotica mirata e l’utilizzo di mascherine in grado di limitare la diffusione dei 'drop' salivari, per gli operatori in contatto con i pazienti.
La pertosse è una malattia infettiva batterica contagiosa, i cui sintomi sono solitamente simili a quelli del raffreddore comune, presentandosi con un naso che cola, febbre e tosse lieve a cui seguono settimane caratterizzate da attacchi più forti. La malattia, nell’adulto, solitamente, non ha un decorso grave, mentre nel bambino può portare a complicanze anche severe. Dall’inizio dell’anno sono stati 65 i casi segnalati di pertosse sul territorio modenese, concentrati in particolare nella fascia 0-14 anni. La pertosse viene annoverata fra le malattie infantili (come la rosolia, morbillo, varicella e parotite) ma l’immunità conferita dall'infezione non è definitiva e declina con il passare degli anni. Per questo, ricorda l’Ausl di Modena, la vaccinazione di base e i successivi richiami sono la misura fondamentale per prevenirne la diffusione. Nei bambini il vaccino, obbligatorio , viene somministrato a partire dal compimento dell’ottava settimana di vita. La vaccinazione di base prevede tre dosi nel corso del primo anno di vita; i richiami, anch’essi obbligatori, sono effettuati a 5-6 anni e in adolescenza. Sul territorio modenese dal 2010 si è assistito a un aumento di infezioni correlabile al calo delle coperture vaccinali: «Poiché la pertosse si manifesta con maggiore intensità e gravità proprio nei bambini molto piccoli- spiega Giovanni Casaletti, direttore del Servizio Igiene pubblica dell’Ausl - per proteggerli il piano regionale di prevenzione vaccinale prevede anche per gli adulti l’offerta gratuita del vaccino antidifterite-tetano-pertosse in occasione di tutti i richiami delle vaccinazioni antitetaniche; inoltre, proprio per proteggere i bambini nei primi mesi di vita, viene raccomandata la vaccinazione alle donne gravide fra la 27a e la 32a settimana di gestazione». —
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