Gazzetta di Modena

Modena

l’intervista 

S. Flippo Neri, Tesauro: «Cavani andava cacciata»

Stefano Luppi
S. Flippo Neri, Tesauro: «Cavani andava cacciata»

L’ex presidente duro con l’atteggiamento di Muzzarelli e le parole di Borellini «In questa vicenda troppe cose non vanno e troppi i silenzi dei protagonisti»

4 MINUTI DI LETTURA







Il San Filippo Neri di via Sant’Orsola resta sotto i riflettori e, dopo le parole della presidente Luciana Borellini, è l’ex “numero 1” Mauro Tesauro a rintuzzare con la sua verità.

Tesauro, ex assessore comunale del centrosinistra e docente, nella prima intervista da quando si è dimesso a giugno in polemica con la direttrice della Neri Cristina Cavani, attacca duramente il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli. Non solo, l’ex presidente della Neri invita a porre l’attenzione su quella che definisce la “madre di tutto, ossia l’associazione Sfn International”.

Spieghi, Tesauro.

«Prima una premessa. Conosco il presidente Muzzarelli, colui che mi aveva nominato alla Neri, da trent’anni e devo dire che mi ha molto deluso umanamente. Muzzarelli in consiglio provinciale, come si faceva al tempo dei vecchi soviet, ha messo in mezzo miei ipotetici e non veri problemi di salute per screditarmi. Non volevo crederci, lascio giudicare gli altri».

Per quanto riguarda la Sfn?

«Nell’intervista al vostro giornale la presidente Borellini che mi ha sostituito a domanda precisa sulla associazione Sfn ha risposto che si tratta di un modello virtuoso perché il fine è raccogliere fondi utili a welfare ed educazione. Allora cosa facciamo, rubiamo anche in banca? La realtà è che tutto ciò non sta né in cielo né in terra, altro che prove da raccogliere: per un avvicendamento immediato del direttore della Neri Cristina Cavani sarebbe bastato questo fatto».

Problemi di legge al momento non ce n’è.

«Vorrei tanto sapere che ne pensano altri: perché la Fondazione Cassa, ad esempio, non prova a passare soldi a una associazione privata controllata, che so, dal proprio direttore generale? Mi si spiega perché non si è utilizzata una qualunque altra associazione attiva in città per raccogliere invece di questa Sfn, controllata dalle massime dirigenti della Neri e il cui operato era nascosto al Cda?»

Quando ha scoperto l’esistenza della Sfn?

«A un certo punto vedo che questa oscura sigla vince dei bandi e chiedo a Cavani di che si tratta. C’è subito molto imbarazzo».

Lei perché non è andato il Procura se ha visto tutti questi problemi?

«Io penso che occorra cambiare, non punire e in ogni caso io non posso dire quali sono reati e quali no, non spetta a me. Tra l’altro sono un noto garantista. Ricordo, però, che che quando mi sono dimesso ed è stata nominata da Muzzarelli la dottoressa Borellini, il Cda non si è dimesso come di solito è prassi. Ricordo anche che nella mia avventura alla Neri ogni volta che scoprivo qualcosa informavo sempre il mio vicepresidente Elena Gazzotti. Quindi quasi ogni sera».

Quindi la sua ex vice è informata?

«Su tutto, sa anche dei verbali dei Cda del passato che ho trovato incompleti, con parti bianche o privi di firma finale di chiusura atti. Siamo davanti a una situazione kafkiana, io provo imbarazzo e per questo riferivo alla proprietà, cioè ai vertici della Provincia cioè a Muzzarelli (giuridicamente oggi la Neri, ex proprietà provinciale, è un ente privato, ndr.). Tra l’altro non si trovano neppure più 17 dipinti di proprietà della Neri che dovevano passare al Museo civico».

Par di capire che della relazione di agosto di Borellini, lei non salva nulla…

«Parlando da professore potrei dire che ha svolto un compitino in modo non completo, con alcune lacune. Borellini dice che non si vuole occupare del passato ma del futuro, peccato che i problemi siano nel passato. Parlare di piccoli problemi risolvibili come fa lei è solo un eufemismo».

Tesauro ha fornito pieni poteri alla Cavani, dice Borellini.

«Certo e dico subito che essere tesoriere del Pd Modena non è per forza una discriminante in negativo, anche perché Cavani correttamente mi chiese il placet quando doveva essere nominata in quella carica. La procura concessa a Cavani è un atto normale, non le abbiamo certo fornito prerogative proprie del Cda».

Infine il personale.

«Anche qui molto disordine perché c’erano vari problemi, un clima teso e personale assunto alla Neri tramite la SFN: ne parlammo in un incontro con la Cgl, presente sempre la Gazzotti».

Rimpianti?

«Chiedo solo scusa ai miei studenti per il tempo loro sottratto a causa di questa vicenda». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google