Violentata nel garage Il padre: «Vedere mia figlia così provata è straziante»
La vittima dell’aggressione non ha superato il trauma «Cercherò di andare avanti lasciandomi tutto alle spalle Grazie di cuore ai carabinieri»
ZOCCA
«Mi sveglio ancora di notte con l'immagine del viso disperato di mia figlia: credo che mi rimarrà impresso per sempre».
Così il padre della 28enne di Zocca aggredita il 24 agosto alle 7.30 nel garage di casa mentre stava salendo in macchina per andare a lavorare.
Momenti di terrore puro quelli vissuti dalla ragazza: Esposito (che ha confessato la violenza sessuale) l'ha sorpresa alle spalle, imbavagliandola (per impedire che le sue urla fossero sentite) e bendandola utilizzando vestiti da bambino che aveva in auto, per poi gettarle addosso del liquido facendole credere che fosse pronto a darle fuoco come se si trattasse di benzina, invece era acqua. Ma la ragazza con tutte le sue forze ha trovato la forza di divincolarsi e di scappare via, dando l'allarme che ha portato subito l'aggressore alla fuga.
«Vedere mia figlia in quelle condizioni è stata una cosa, una cosa... Non l'auguro al mio peggior nemico», sottolinea il padre, ancora travolto dall'emozione al solo pensiero di quei momenti. «Per un genitore è davvero terribile da vivere, pensando alla famiglia serena che eravamo prima di quella maledetta mattina. Ma in mezzo a questo incubo abbiamo avuto attorno delle persone che sono state veramente straordinarie: ci tengo a ringraziare a nome della famiglia tutti i carabinieri che sono intervenuti nei rilievi e nelle indagini, e con loro gli organi inquirenti. Sono stati pieni di tatto e sensibilità, facendo di tutto per aiutarci. E assicurandoci che avrebbero fatto di tutto anche per risalire al colpevole, e la promessa l'hanno mantenuta. Grazie, grazie per aver assicurato in fretta alla giustizia un uomo capace di cose del genere».
Inevitabile il riferimento alla donna aggredita, uccisa e bruciata a Modena: «Mi paralizza il pensiero di cosa poteva andare incontro mia figlia se non fosse riuscita a scappare. Quel gesto del liquido gettato addosso... Basta basta, non voglio pensarci».
La figlia sta faticosamente cercando di dimenticare tutto quello che ricorda quella tremenda mattina, ma la paura c'è ancora, anche solo nel ritrovarsi in quel garage. Ma vuole superare, e comprensibilmente non desidera dire una parola sulla vicenda. Ci tiene però a unirsi al sincero grazie della famiglia per l'esito delle indagini, seguite con trepidazione: «Un ringraziamento con tutto il cuore va ai carabinieri per quello che hanno fatto. Adesso – sottolinea - devo cercare di andare avanti, e di lasciarmi tutto alle spalle». —
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