Modena. Lia Levi tra i liceali del Muratori «Le leggi razziali, una storia da conoscere»
Gremita l’aula magna del liceo Muratori-San Carlo ieri per l’incontro che ha inaugurato la settimana delle bibloteche, organizzato con Lia Levi, vincitrice del Premio Strega Giovani 2018, con il...
Gremita l’aula magna del liceo Muratori-San Carlo ieri per l’incontro che ha inaugurato la settimana delle bibloteche, organizzato con Lia Levi, vincitrice del Premio Strega Giovani 2018, con il romanzo “Questa sera è già domani” (edizioni e/o). L’autrice ha dialogato per oltre due ore con gli studenti partendo dalla trama del romanzo, che racconta la vita di una ampia famiglia genovese di origini ebraiche al tempo del fascismo e del protagonista, Alessandro, che proprio a causa delle leggi razziali, deve abbandonare il liceo dove studia.
«L’Italia – ha detto la Levi – non ha mai preso coscienza che le leggi razziali italiane sono state molto più gravi di quanto venga riconosciuto e ricordato. L’Italia tende a minimizzare. L’Italia si è concentrata sulla ricostruzione, non c’è stato nessun processo per crimini fascisti, si è arrivati all’amnistia, e tutti hanno cercato di dimenticare».
«Eppure il senso di colpa è una cosa, quello di responsabilità è un’altra – ha continuato, rispondendo sempre alle domande degli studenti - E’ come se l’Italia e gli italiani avessero girato una pagina senza leggerla. Non a caso solo quest’anno, per la prima volta in assoluto, il presidente Mattarella ha chiesto scusa agli ebrei italiani. Sono molti, anche colti, che fanno confusione facendo pesare sul nazismo molte responsabilità tutte italiane. Pensiamo agli elenchi delle famiglie ebree. Sono stati censiti e raccolti nomi e indirizzi di tutte le famiglie ebree italiane. Quando è arrivato il momento delle deportazioni la lista era pronta».
Ha inoltre sottolineato che «c’è grande differenza tra ricordi e memoria. I ricordi sono frammenti, flash. La memoria invece è l’elaborazione del ricordo e ha bisogno di tempi lunghi. Quando mi chiedono perché molti ebrei non sono scappati rispondo che abbiamo tutti delle resistenze a lasciare la nostra quotidianità e ci si illude. E l’Italia – va ricordato - è rimasta indifferente rispetto a ciò che stava accadendo».
«Ho inserito – ha concluso – un episodio di bullismo e razzismo nel romanzo per parlare di questo tema perché è grave. E se oggi mi chiedono se l’Italia è razzista non posso che rispondere di sì».
Per chi volesse ascoltare Lia Levi oggi, alle 17, incontro alla biglioteca Delfini. —
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