Gazzetta di Modena

Modena

la polemica 

Seta, lotta senza tregua i sindaci reggiani “sfiduciano” Cattabriga

Il dissenso nei confronti del nuovo presidente dell’azienda in un documento condiviso dalla holding del trasporto 

2 MINUTI DI LETTURA





Sembra non esserci limite ai guai di Seta, l’azienda di trasporti pubblici di Modena, Reggio e Piacenza, che dopo la vicenda del direttore lasciato fuori dal suo ufficio - con la scadenza del mandato, la tessera magnetica di Badalotti è stata disattivata - e le bordate incrociate tra le amministrazioni di Modena e Reggio, ora è costretta ad assistere alla guerra reggiana contro il nuovo presidente Cattabriga.

E se da una parte il primo cittadino Vecchi ha invitato tutti ad abbassare i toni per evitare una guerra di campanile, gli altri sindaci reggiani non sembrano della stessa idea: così, dopo lo “sgambetto” fatto a Cattabriga giovedì, nella seduta del cda - il presidente aveva proposto di assumere le deleghe di Badalotti, ma l’astensione dei soci reggiani ha bloccato tutto - dai nostri “vicini” è arrivato un documento che suona come una sfiducia nei confronti del nuovo presidente.

Nella riunione dei soci del consorzio Act, la holding del trasporto pubblico reggiano in cui siedono i rappresentanti dei Comuni soci di Seta, è stato infatti condiviso un documento che mette nero su bianco il dissenso dei reggiani nei confronti dell’operato di Cattabriga, mentre al socio bolognese Tper - che avrebbe avuto un certo peso nella mancata riconferma di Badalotti - viene riservato un affondo ancora più pesante: «L’assemblea dei soci - si legge nel documento - delega il presidente di Act (Daniele Caminati membro del cda di Seta), il presidente dell’assemblea e il comune capoluogo ad attivare un percorso di revisione degli equilibri societari che rafforzi la capacità di controllo del servizio di trasporto pubblico su gomma del territorio reggiano da parte degli enti locali della provincia di Reggio Emilia». Nel frattempo, a tornare sul tema trasporto pubblico è anche Andrea Burzacchini, amministratore unico dell’Agenzia di mobilità modenese, che ieri, dalla sua pagina Facebook, aveva criticato l’organizzazione della stazione Mediopadana di Reggio: «Il “campanilismo” non c’entra nulla - precisa oggi - tra i mille difetti che ho, non mi appartiene né campanilismo né nazionalismo né localismo di alcun tipo; sono cittadino del mondo e avrei fatto la stessa critica all’uso dello spazio se la stazione fosse stata a Modena (e l’ho fatto in tanti altri casi), a Friburgo, a Zanzibar. Credo che nel nostro Paese si debba modificare l’idea di mobilità e di uso dello spazio - conclude - ancora fortemente legati alla prevalenza dell’auto privata». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google