Modena. Uno psichiatra per “capire” 10 giorni di violenza
Delitto di San Donnino. Il legale: «Un consulente per chiarire la brutale metamorfosi di un padre di famiglia». Altri particolari sulla violenza di Zocca
MODENA. «Che cosa è successo a Raffaele Esposito? Come è possibile che questa persona in soli dieci giorni e all’improvviso, si sia trasformata in un modo così terribile? Qualcosa dev’essere successo, certo, ma che cosa?». Caterina Morandi è l’avvocato difensore del cuoco 34enne arrestato per violenza sessuale, omicidio volontario, occultamento di cadavere e tentato sequestro di persona. Difende l’uomo, ora in carcere, che avrebbe ucciso e poi bruciato il cadavere di una prostituta rumena, abbandonandone i resti a San Donnino dove poi si fece la macabra scoperta.
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L’avvocato spiega: «Ho cercato e ho trovato uno psichiatra, un consulente che si è riservato di accettare l’incarico. Vedremo cosa deciderà, ma in ogni caso è questa la linea che voglio seguire. Al di là di tutto quello che si dice ora di lui, Raffaele Esposito è comunque uno che durante la propria vita ha sempre lavorato come un matto, ha cresciuto quattro figli, due suoi e due non suoi, e a sentire chi lo conosce è una persona ben voluta, anzi tutti lo adorano. Sua moglie è disperata».
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«Allora io mi chiedo - prosegue l’avvocato Morandi - che cosa sia successo negli ultimi dieci, quindici giorni. Faccio questa domanda da incompetente ed è quella pure che si pongono in tanti: vorrei quindi che qualcuno con le dovute competenze e specializzazioni cerchi di dare una risposta, dica che qualcosa è successo oppure no».Come se improvvisamente si fosse acceso un interruttore, quello della violenza brutale. Era latente? C’erano già avvisaglie? «Esposito un pregiudicato? - dice l’avvocato - beh, il suo precedente è un furtarello, commesso da giovanissimo, con degli amici. Droga? Nessun precedente, nessun reato legato alla droga, nessun passato o presente da tossicodipendente. Solo, appunto nelle ultime settimane, aveva abusato di cocaina. Vediamo se anche questo abbia in qualche modo influenzato le sue azioni».
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Mentre i carabinieri smentiscono legami di qualsiasi tipo con l’omicidio dell’anziana Anna Gombia, avvenuto 6 anni fa a Savignano e mai risolto, emergono nuovi particolari relativi all’episodio di violenza sessuale che lo stesso Esposito ha ammesso davanti al Pm. Particolari che metterebbero in luce la sua pericolosità, quel profilo che gli inquirenti gli attribuiscono, ovvero quello di un maniaco seriale e omicida che avrebbe potuto colpire ancora, se carabinieri e procura non lo avessero fermato. Si tratta della aggressione avvenuta alle 7.30 del 24 agosto nel garage di una 28enne di Zocca.
Il 34enne l’aveva sorpresa alle spalle, imbavagliandola per impedire che le sue urla fossero sentite. L’aveva bendata per poi gettarle addosso del liquido facendole credere che fosse pronto a darle fuoco come se si trattasse di benzina, invece era acqua. La giovane riuscì a divincolarsi scappando in casa.
Anche Esposito si era dato alla fuga ma, come è poi risultato dal Gps sulla sua vettura, nel giro di un quarto d’ora dalla violenza si era riportato in zona, davanti alla casa della giovane, girando e rigirando nelle vie vicine e davanti. Forse aveva il sospetto di essere stato identificato da quella 28enne per altro amica della moglie. E voleva forse fare in modo che tacesse... —
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