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la festa a modena  

Avis, donazioni a quota 7.957 premiati i soci più volenterosi

Saverio Cioce
Avis, donazioni a quota 7.957 premiati i soci più volenterosi

Diplomi a tutti i volontari che hanno superato le 40 offerte, alcuni sono a 120 Il presidente Biasiotti: «Ogni euro investito nella raccolta ne fa risparmiare 12»

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Una grande festa quella dei volontari dell’Avis di Modena, che hanno colto l’occasione della consegna dei diplomi ai soci benemeriti per fare il punto della situazione.

Un’occasione importante anche per i dirigenti e per le autorità che non sono mancate all’appuntamento, con sindaco e vescovo in prima fila. Con le 11.042 donazioni del 2017, e le 7.957 ricevute da gennaio al 30 settembre di quest’anno, l’Avis di Modena dimostra di essere una realtà vitale a fianco di tutta la rete delle 46 sedi in ogni paese.

Una macchina organizzativa, quella dell’Avis, che vede all’opera 7.413 soci mobilitati non solo per offrire tempestivamente e con regolarità il sangue in cambio di una stretta di mano, ma anche di organizzare gare sportive e una miriade di iniziative sulla salute, a partire dalle scuole, che hanno poi lo scopo di finanziare la stessa Avis.

La ragione di questo sforzo economico è presto detta, come ha spiegato il presidente dell’Avis di Modena, Adalberto Biasiotti.

«Il rimborso della Regione - spiega - è di 30 euro per una sacca da 300 cc che tra breve diventeranno 350 cc. Come dice la legge è un rimborso parziale, cosa che i nostri volontari sanno benissimo perchè conoscono dall’interno i costi per gestire le analisi, conservare le dosi, i costi delle sacche, il trattamento delle piastrine e la conservazione nella catena dsel freddo, che non deve mai interrompersi. Insomma, se il costo del sangue è zero, perchè la donazione non è retribuita, ci sono costi alti per tutto il percorso che lo porta negli ospedali, ai malati». Uno sforzo che permette al minimo allarme di aggiungere esami in caso di emergenze sanitarie: è stato il caso dei 27 donatori intercettati con il virus West Nile o, in generale, con altre malattie.

Una questione, quella del valore economico del volontariato per il sangue, che è stata messa sotto la lente d’ingrandimento anche dalla Bocconi che ha compiuto uno studio approfondito.

«La conclusione di quel lavoro - aggiunge Biasiotti - non lascia spazio a dubbi. Ogni euro investito porta una ricaduta di 12 euro tra minori costi, minori tempi di degenza, efficienza della sanità pubblica. Posso fare un esempio? L’Avis in Italia è in stretto collegamento con gli ospedali e se chiedono un certo numero di sangue per un grosso intervento chirurgico, noi siamo in grado di fornirlo. Chiamiamo a casa i singoli donatori, che hanno il sangue delle caratteristiche richieste, siamo in grado di soddisfare la richiesta. In altri paesi europei, anche vicini a noi, il donatore si presenta se e quando vuole».

«Abbiamo nostre sedi abilitate ai prelievi in ognuno dei 46 comuni modenesi - spiega il presidente provinciale, Cristiano Terenziani di Carpi - Questo ci ha permesso di ottenere l’accreditamento e di non veder calare le donazioni, garantendo la vicinanza con la popolazione». —



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