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E un giorno in via Emilia compare una biga romana Sia benedetta la goliardia

E un giorno in via Emilia compare una biga romana Sia benedetta la goliardia

Da non credere ma è accaduto davvero. Non in questa sessione di laurea, è vero, ma in questa città, e dato che siamo di nuovo in zona traguardo accademico vale la pena ricordarlo. Una biga romana...

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Da non credere ma è accaduto davvero. Non in questa sessione di laurea, è vero, ma in questa città, e dato che siamo di nuovo in zona traguardo accademico vale la pena ricordarlo. Una biga romana trainata da una bicicletta ha trasportato lungo la via Emilia uno studente fresco di laurea, accanto all’autobus, ai taxi, ai cagnolini portati a spasso, ai pedoni distratti. Ci sono giornate in cui la vita segna un discrimine di importanza storica come han fatto a suo tempo le sigle a.C., d.C. Ecco in città si respira un’aria così nei giorni delle lauree, con la goliardia che resuscita come una fenice e sbeffeggia il neo dottore, sottoposto a una serie di cimenti che mettono a dura prova per prima la sua dignità.

Salutato da cori che insistono con inequivocabili e cadenzate strofette, è costretto a denudarsi, a rasarsi i capelli, a colorarli di blu, a cantare in mutande, a mimare versi di animali, a rispondere a domande imbarazzanti, a sottoporsi insomma a un repertorio di piccole follie che gli saranno vietate dal giorno dopo, quello in cui tenterà di fare il suo ingresso nel mondo degli adulti. La corona di alloro è come un vessillo che avverte i passanti “É qui la festa”, e la festa è grande.

É liberatoria. É giusta. Ed è anche, e soprattutto, alcolica. “Gaudeamus igitur” proclama l’inno goliardico, “iuvenes dum sumus”. Ce l’hanno ricordato a suo tempo centinaia di universitari provenienti da tutt’Italia, venuti anche per mettere in scena, fra le altre cose, quell’“Ifigonia in culide” che non troviamo nei libri di testo ma che ancora resiste, oltre la soglia del secondo millennio, come traccia di un mondo che non vuol scomparire. Del resto, come non approfittare dell’ultima volta in cui è possibile essere così profondamente, straordinariamente e pubblicamente, liberi? Qualche volta la goliardia ti porta a spasso come non t’aspetteresti.

Avresti mai detto, per esempio, che nel XXI secolo qualcuno sarebbe stato come Ottaviano Augusto, come Cesare di ritorno da una vittoria o come Nerone davanti alla Domus Aurea? Una biga romana trainata da una bicicletta ha trasportato lungo la via Emilia un novello Antonio. Che fosse diretto verso la sua Cleopatra o qualunque altra prospettiva di conquista, non è dato saperlo, ma gli auguriamo il meglio perché ci ha regalato un momento in più di surrealtà metropolitana, di cui siamo sinceramente grati. —
 

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