Gazzetta di Modena

Modena

bocciato ricorso di un modenese 

Eccesso di velocità «Scout Speed, il controllo non va segnalato prima»

Carlo Gregori
Eccesso di velocità «Scout Speed, il controllo non va segnalato prima»

A Modena nuova interpretazione sull’uso dell’apparecchio montato su auto in movimento l’automobilista non va fermato subito per la contestazione

3 MINUTI DI LETTURA







Eccesso di velocità: lo Scout Speed - il nuovo sistema di rilevamento che sta prendendo piede in tutta Italia - a Modena è da tempo usato da alcune polizie municipali. E ora il Tribunale civile di Modena ha depositato una sentenza di interesse nazionale su una vicenda nata a Formigine: tra i vari punti, per la prima volta il giudice afferma che con lo Scout Speed in modalità “dinamica” non ha bisogno di presegnalamento dei controlli.

Tanti Comuni stanno abbandonando autovelox e telelaser, che le norme che rendono di difficile o dubbio utilizzo. Intanto sta prendendo piede lo Scout Speed, la nuova strumentazione da installare sulle auto delle forze dell’ordine: permette infatti di rilevare eccessi di velocità rispetto al mezzo delle autorità in movimento anche in corsia opposta. Ed è più libera dai cavilli legali. A Modena è in dotazione ad alcune polizie municipali. Quella di Formigine utilizzava lo Speed Scout già nel 2016. Ed è stato proprio nell’aprile di quell’anno che l’auto di una società formiginese è stata “beccata” dal rilevatore a una velocità eccessiva in via Ferrari. La multa è stata però impugnata e il giudice di pace poco dopo l’ha annullata perché ravvisava «un’erronea interpretazione e applicazione» nonostante fossero stati individuati il luogo e l’autore della violazione. Il Comune di Formigine ha fatto ricorso e ora il giudice civile ha ritenuto fondate le richieste del Comune su alcuni aspetti cruciali. In questo caso, la contestazione differita era possibile perché lo Speed Scout era utilizzato in modalità “dinamica” (“Moving Closing”) e quindi il mezzo accertato era a distanza e gli agenti della municipale non poteva fermarlo. «Se il mezzo è a distanza troppo ravvicinata non è possibile fare una contestazione immediata», a meno che, spiega il giudice, non si faccia inversione e si insegua il mezzo.

È corretto anche il metodo per identificare il luogo dell’infrazione: è stato utilizzato il Gps con «un metodo compatibile con la modalità dinamica di rilevazione». A garantire la regolarità c’è poi la documentazione fotografica.

Corretto anche l’utilizzo dei fotogrammi. Contro la lamentela dei multati, non è rilevata dal giudice una mancanza di fotogrammi. «La ripresa video connaturata al sistema di rilevamento - scrive in sentenza - 24 fotogrammi al secondo indicanti orario e coordinate, è sufficiente perché possano ritenersi rispettati i requisiti di chiarezza nell’accertamento».

Poi l’aspetto più scottante: il mancato presegnalamento lamentato dai multati. Contrariamente alle sentenze-pilota di Firenze e Reggio Emilia del 2016, a Modena per la prima volta il giudice afferma che non si applica in caso di rilievo “dinamico” di Scout Speed, «sia nel caso di pattuglia posta a fianco del bersaglio sia nel senso di marcia opposta al veicolo controllato». Infine non c’è violazione della privacy nel fotografare frontalmente chi guida: con sistema “dinamico” la foto è solo strumento di prova della violazione, accertata sul posto dall’agente. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google