«La fusione mancata? Imporla sarebbe grave»
«Come fa il sindaco di Pievepelago a dire che la fusione è questa grande occasione persa quando vicino ha l’esempio di Abetone-Cutigliano?».A chiederselo sono i consiglieri leghisti dell’Unione...
«Come fa il sindaco di Pievepelago a dire che la fusione è questa grande occasione persa quando vicino ha l’esempio di Abetone-Cutigliano?».
A chiederselo sono i consiglieri leghisti dell’Unione Simona Magnani e Gabriele Nizzi. «La prospettiva della fusione per Pieve, nella fattispecie con Fiumalbo e Riolunato, si era presentata nel 2015 - ricordano - ma non si era fatto neanche lo studio di fattibilità perché i territori erano troppo dissimili, come lo sono oggi quelli di Lama e Montecreto. Le fusioni non sono affatto oro: la gente dell'Abetone, se potesse, tornerebbe subito indietro. A Lama e Montecreto poi sarebbero arrivati poco più di 300mila euro a testa all'anno: una cifra non tale, ci sembra, da permettere tutta questa trasformazione dei territori. E poi dopo i dieci anni? I piccoli Comuni ce la fanno benissimo ad andare avanti se vogliono, vedi Riolunato, anche se andrebbero aiutati con agevolazioni che consentano di guadagnare la giusta competitività rispetto a territori meno disagiati».
Sull’esito del referendum, posizione netta: «Va rispettato: sarebbe gravissimo calpestare le regole del gioco, per di più in una consultazione le cui spese sono state sostenute con fondi pubblici». —
DANIELE MONTANARI
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