Gazzetta di Modena

Modena

monsignor giacomo morandi 

«La lezione del beato Spinelli per una vita fatta di servizio»

D.B.

Il vescovo modenese che da un anno è segretario della Congregazione della Fede ha riflettuto sulla figura del sacerdote milanese

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roma

Al di fuori della comunità delle suore adoratrici, tante persone si sono avvicinate in questi anni alla figura del beato Francesco Spinelli. Una di queste è senza dubbio monsignor Giacomo Morandi, oggi vescovo con un importante incarico in Vaticano come segretario della Congregazione per la dottrina della fede, anche lui a Roma in queste ore per pregare con la comunità della suore e insieme ai tanti modenesi.

La sua riflessione su padre Spinelli ha guidato il cammino della comunità modenese che si è preparata all’evento di oggi: «La dimostrazione più convincente dela fede cristiana sono da un lato i santi e dall’altro la bellezza che ha generato diceva il cardinale Ratzinger prima di diventare Benedetto XVI. La mistica Adrienne von Speyr vedeva i santi come dei locandieri, che ci danno conforto nel cammino della vita. Nella locanda del beato Francesco Spinelli il primo nutrimento è l’offerta della propria vita mantenuta sino alla fine. È questo amore terminale che qualifica un discepolo, mantenuto, nel caso di don Francesco in circostanze molto difficili. Un’intuizione spirituale lo ha portato nel cuore della Chiesa, cioè l’Eucaristia. Nelle sue conversazioni eucaristiche, contemplando l’amore di Cristo che si fa dono, il beato Francesco intuisce che non può rispondere se non con l’offerta totale e incondizionata di sè. Una lezione per noi oggi, che siamo anche disposti a fare un po’ di volontariato e a svolgere qualche servizio, purchè non sia per sempre». —

D.B.

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