Modena in festa a Roma per il giorno di Francesco Spinelli
Oggi padre Spinelli sarà proclamato Santo dal Papa in piazza San Pietro Centinaia di modenesi hanno gremito già ieri la basilica di Santa Maria Maggiore
ROMA. Lui venne a Modena e fondò quella che poi nel tempo è diventata Casa Famiglia, punto di riferimento della città in ambito non solo religioso ma anche educativo.
E ieri Modena si può dire sia andata da lui, a rendergli omaggio, quasi a dirgli grazie perchè quella realtà che lui aveva sapientemente sognato con largo anticipo è diventata, nei decenni, un realtà insostituibile.
Ma è un giorno particolare. È il giorno del beato Francesco Spinelli, che questa mattina alle 10 in piazza San Pietro a Roma Papa Francesco proclamerà Santo.
Ieri è stata la giornata del pellegrinaggio, della preghiera, della veglia prima della festa di oggi per centinaia di modenesi che hanno deciso di vivere da vicino questo evento che consegnerà in parte anche a Modena un nuovo Santo.
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Partenza di buon mattino e arrivo a Roma prevalentemente in pullman: Casa Famiglia in via Tamburini accanto alla parrocchia di San Giovanni Bosco, ma anche le parrocchie di San Benedetto, Nonantola, Vignola e Montale, tutte con le loro suore adoratrici. Il primo appuntamento ufficiale è stato per tutti nella basilica di Santa Maria Maggiore, dove hanno concelebrato anche diversi sacerdoti modenesi tra cui don Stefano Violi, don Alberto Zironi e don Franco Borsari.
Non è un caso che l’incontro tra la comunità modenese e la preghiera per don Francesco Spinelli sia avvenuto proprio nella nota basilica papale, proprio dove la storia narra che padre Spinelli diede inizio al suo sogno, diventato presto missione: una visione avuta sul finire del 1875, mentre pregava nella basilica romana di Santa Maria Maggiore nel corso del Giubileo, gli fece intuire che avrebbe dovuto fondare una congregazione femminile, dedita all’adorazione perpetua dell’Eucaristia.
Il progetto iniziò dopo l’incontro con Caterina Comensoli, che desiderava fondare anche lei una realtà simile. Il 15 dicembre 1882 cominciò quindi la vita delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento. Nel 1899, per equivoci di natura economica, don Francesco dovette abbandonare Bergamo e stabilirsi a Rivolta d’Adda, in diocesi di Cremona. Dall’unica casa non coinvolta nel fallimento economico sorsero le Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento di Rivolta d’Adda, che finalizzarono il loro impegno nel servizio ai più poveri, nei quali ravvisavano il volto di Cristo adorato nell’Eucaristia. È quello che ha ricordato anche ieri pomeriggio nell’omelia il vescovo di Cremona, monsignor Antonio Napolioni, che si è soffermato sulla scelta di «vita per gli altri» che la figura di padre Spinelli ha incarnato. Sempre monsignor Napolioni ha descritto al meglio la missione delle suore «non in un angolo tutte insieme, ma sempre tra la loro gente, giovani e anziani». Ieri come tutti i giorni.
A Modena fu la marchesa Camilla Campori-Stanga, nel 1910, a chiamare in città il padre fondatore e le Suore Adoratrici per l’Associazione Cattolica Pia Opera e Protezione della Giovane in corso Vittorio Emanuele. Tre anni dopo don Francesco morì, ma quello che lasciò a Modena fu un tesoro che ancora oggi i può toccare con mano. Lo dimostra anche l’affetto che ieri è arrivato a Roma da centinaia di famiglie, molto legate alla comunità delle suore che oggi avranno un Santo in più. —
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