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decisione del questore 

Alcol servito a minorenni Per il Kyi scatta la chiusura

Alcol servito a minorenni Per il Kyi scatta la chiusura

Venti giorni di stop per il locale di Baggiovara che respinge le accuse e spiega «Controlli rigidi, c’è chi falsifica documenti, o beve grazie ad amici maggiorenni»

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Alcol e minori un problema serio, che negli ultimi anni sta assumendo proporzioni preoccupanti anche a Modena; come dimostrano i numerosi casi di giovani che dopo la “disco” ricorrono al pronto soccorso, a cause di malori legati all’eccessivo consumo di alcol. Uno degli ultimi casi, lo scorso 6 ottobre, quando un giovane alle soglie del coma etilico è ricorso alle cure dei medici. In seguito a quell’episodio i genitori hanno denunciato alla polizia il fatto che l’assunzione della bevanda alcolica sarebbe avvenuto all’interno del Kyi di Baggiovara.

Per questo episodio, come già avvenuto per altri locali, nelle scorse settimane, il questore ha disposto la chiusura per 20 giorni della popolare discoteca modenese. Così sabato sono stati tanti i giovani che arrivati davanti al locale di Baggiovara, hanno dovuto andarsene optando per altri locali. Lo Snoopy di piazza Cittadella, ad esempio, è stato preso d’assalto.

Questa chiusura pone nuovamente al centro dell’attenzione il dibattito su alcol, minori e locali. Quanto - è l’eterna domanda - i locali servono alcol a chicchessia per “fare cassa” e quanto a loro volta sono vittime di raggiri e sotterfugi messi in atto dai ragazzi, tramite amici compiacenti o falsificazione dei documenti?

Sono questioni che emergono nella nota con la quale la direzione del Kyi ha comunicato ai suoi affezionati frequentatori la chiusura forzata. Una decisione accettata dalla direzione, ma con una serie di puntualizzazioni. «Rispettiamo la decisione dell’autorità di pubblica sicurezza,- scrivono - ma facciamo presente che da tempo nel nostro locale sono in vigore procedure che hanno il fine di evitare la somministrazione di alcolici a minori di 18 anni». Per quanto riguarda la sera del 6 ottobre, dalla quale sarebbe originata la decisione della chiusura, i titolari ricordano che sono stati i loro addetti alla sicurezza a chiedere l’intervento del 113, in quanto all’ingresso avevano trovato alcuni minorenni in possesso di documenti falsi, «questo per provare la nostra massima attenzione nella gestione degli ingressi». Il Kyi fa anche presente di aver avviato accertamenti per capire se, nonostante le rigide misure interne, «vi sia stata una violazione della procedura che sul tema dell’età dei ragazzi prevede una serie di controlli prima di consegnare la bevanda alcolica, oppure se i minori abbiano utilizzato amici maggiorenni o documenti falsi per accedere alle bevande».

Il nodo è qui. Si possono fare tutti i controlli che si vogliono - è la tesi della direzione - ma se poi è un maggiorenne a farsi consegnare al bar il bicchiere di alcol per poi allungarlo all’amico minorenne, cosa si può fare?» Per chiedere «preziosi suggerimenti» in merito il Kyi informa di aver chiesto un incontro al questore «al fine di implementare le procedure di sicurezza nelle serate ove l’ingresso sia consentito anche ai minori di anni 18». In attesa una inevitabile soluzione viene indicata dagli stessi titolari «Tra 20 giorni riapriremo e stiamo seriamente valutando di garantire l’accesso soltanto ai maggiorenni» —

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