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Dario Ruscetta: «Ecco il mio Food Circus una comunità alla scopertà degli artigiani del cibo»

Laura Solieri
Dario Ruscetta: «Ecco il mio Food Circus una comunità alla scopertà degli artigiani del cibo»

L’idea di un 36enne modenese che lancia un crowdfunding Un sito “casa” per andare oltre le produzioni di massa

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MODENA. «Ho iniziato a cambiare la mia vita quasi un anno fa, abbandonando il settore del marketing online e dedicandomi a tempo pieno alla scrittura di un romanzo e allo sviluppo del progetto “Lomadic Food Circus”: ho deciso di investire tutti i soldi che avevo per far diventare un semplice sogno un lavoro».

Viaggi, cucina, cinema e musica sono le principali passioni di Dario Ruscetta, 36 anni, di Modena: «Ho sempre voluto creare qualcosa che unisse le mie passioni e potesse, allo stesso tempo, essere di aiuto anche agli altri. Con questo progetto vorrei far avvicinare le persone alle realtà contadine e artigiane del cibo, che ogni giorno provano a ribellarsi al sistema mainstream della produzione di massa, attraverso il viaggio, la scoperta, la musica, le storie. Ho pensato subito alla divulgazione tramite un'attività di somministrazione alimenti, poi ho semplificato sempre di più il progetto, fino a creare una comunità che facesse incontrare le due realtà citate, ma in modo divertente, con una storia, viaggiando, cucinando insieme, cercando di esaltare il rispetto tra le persone partendo dalla comunicazione, ma soprattutto “pulendo” il tutto dall'immagine patinata ma vuota che troppo spesso porta il marketing».

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Con il crowdfunding Dario sta cercando persone che vogliano unirsi a questo carrozzone circense pronto a viaggiare, virtualmente e realmente, tra sapori e storie e un sostegno economico che gli permetta poi di portare avanti il progetto. «La mia idea di comunità è quella in cui sono cresciuto, quella delle grandi compagnie che si trovavano attorno alle panchine del Villaggio Giardino e parlavano tutto il giorno, scontrandosi anche, ma rispettandosi e aiutandosi sempre, senza se e senza ma» dice Dario. «Ora vedo tante “community”, ricche di persone e di parole, ma nessuna vera Comunità che si possa riflettere in un aspetto umano, che voglia davvero incontrarsi per fare insieme le tagliatelle o mangiare dall'Ermes di turno. Una comunità, per me, deve avere come fondamenta le parole rispetto e unione».

Il progetto di Dario, che è possibile sostenere su www.produzionidalbasso.com, si concretizza con un sito internet che funzioni come una casa, un quartier generale in cui gli esploratori possano scambiarsi opinioni, informazioni, costruirsi itinerari di viaggio da soli o in compagnia, accedere a materiale gastro-turistico; dall'altro lato gli artigiani del cibo potranno confrontarsi con un pubblico non generico, ma interessato.

«La comunità sarà poi la mia base per le guide gastro-turistiche che produrrò viaggiando in prima persona, recandomi dai vari artigiani, ascoltando le loro storie, provando i loro prodotti e, infine, producendo un volume che raccolga tutti i luoghi della Memoria sul Cibo. Un viaggio deve essere prima di tutto una scoperta del territorio e questa deve avvenire secondo le proprie passioni - conclude Dario - Io cerco il cibo tradizionale perché è ciò che rispecchia meglio il territorio, le origini, la crescita, gli sviluppi, le storie. Cerco il cibo non tanto nei luoghi più belli ma in quelli più veri, che hanno una storia da raccontare. Dove puoi parlare con il proprietario bevendo un bicchiere di rosso e magari ti becchi anche dell'asino per una domanda banale». —
 

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