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Itinerari/ Tra Dolo e Dragone, in mountain bike dove si uniscono le acque

Lorenzo Guerrieri
Itinerari/ Tra Dolo e Dragone, in mountain bike dove si uniscono le acque

Dalla chiesetta di San Vitale ai saliscendi di Montemolino fino alla pieve di Rubbiano, esempio di arte romanica

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PALAGANO. Itinerario in mountain-bike alla scoperta della Val Dragone, partendo dal punto dove si uniscono i due torrenti, Dolo e Dragone, prima di confluire insieme nel fiume Secchia poco più a valle. Il torrente Dragone nasce dal crinale appenninico in prossimità del Passo delle Radici e il suo sviluppo complessivo è di circa 40 km dando così nome e forma a un’intera vallata. Il nome deriva probabilmente dal fragore violento e la potenza delle acque durante gli eventi di piena che, soprattutto in passato, portavano spesso distruzione ed esondazioni.

Si parte da Ponte Dolo (350 m slm) e subito si sale ripidamente fino ad arrivare, a circa 600 metri di quota, alla chiesetta di San Vitale, un’antica cappella medievale risalente al XIII secolo e posta su uno sperone a picco sulla valle. Parte dei muri perimetrali e gran parte della facciata risalgono alla primitiva costruzione romanica, mentre il campanile afu costruito nel 1400.

Si prosegue sempre in salita e, superato l’abitato di Monchio, si raggiunge il Parco della Resistenza di monte Santa Giulia, una vasta area di circa 27 ettari, caratterizzata da boschi di querce e castagni e ampi prati di montagna, attrezzato con sentieri e aree pic-nic (barbecue, panchine, tavoli, fontane, servizi igienici). Sulla sua sommità a 935 metri slm sorge l'antica Pieve dei Monti di origine romanica e risalente al X-XI secolo e dedicata alla martire Santa Giulia. Alcuni scavi archeologici e il ritrovamento di un’antica spada hanno dimostrato il suo utilizzo come luogo di culto fin dall’età del bronzo (più di 3000 anni fa). L’aspetto attuale si deve alla ricostruzione avvenuta negli anni ’50 a seguito della sua distruzione avvenuta durante la guerra. Il parco fu creato per ricordare gli eventi storici degli anni 1943-45 che ne hanno fatto un luogo cardine della storia della resistenza durante la seconda guerra mondiale.

Da qui finisce la parte di salita più dura e inizia finalmente il percorso sterrato che seguendo quasi fedelmente la dorsale montuosa e con numerosi e divertenti saliscendi ci condurrà fino alla frazione di Montemolino. Un breve tratto asfaltato e quindi ci raccordiamo con il “Trail delle Miniere”, un bellissimo percorso per coloro che amano le discese “single track” tecniche e adrenaliniche; il sentiero, in parte in mezzo al bosco e in parte con splendide vedute della Val Dragone, ci condurrà fino all’ingresso della miniera di Toggiano, una delle tante miniere di rame inserite nel comprensorio dei Cinghi di Boccassuolo. Si tratta di giacimenti nati e sfruttati fin dai tempi remoti dagli Etruschi. Le ricerche effettuate su questo comprensorio hanno portato alla localizzazione di ben 12 gallerie per oltre 1300 metri di sviluppo.

Giunti al fondo della valle, si risale sull’altro versante per stradine fino ai paesi di Casola e Montefiorino per poi ridiscendere al punto di partenza passando per la Pieve di S. Maria Assunta di Rubbiano, uno dei massimi esempi di arte romanica in Appennino. —

CENNI STORICI

A ricordo della strage nazifascista avvenuta il 18 marzo 1944 che costò la vita a 136 civili, nel 1993 venne inaugurato, alla base della salita verso la chiesa, un memoriale costituito da quattordici imponenti sculture su pietra eseguite da altrettanti scultori di tutto il mondo che invita alla fratellanza fra i popoli.

LE MINIERE DI RAME

L’attività mineraria risale al 1343 quando Guglielmino da Montecuccolo stipulò un atto per la ricerca di “materiali preziosi”. Altre notizie si ebbero fino al 1788 quando si smise di estrarre il rame dalle ofioliti della val Dragone perchè non remunerativo.

IL PERCORSO

unto di partenza di questo itinerario per mountain-bike è Ponte Dolo, situato pochi chilometri dopo il paese di Cerredolo, sulla strada provinciale del Passo delle Radici. Si può lasciare l’auto in uno spiazzo subito dopo il ponte sulla destra.

I NUMERI

Lunghezza circa 40 chilometri complessivi e 1500 metri di dislivello. Percorso abbastanza lungo e tecnico che necessita quindi di buon allenamento. Circa per metà asfaltato e per metà sterrato o sentiero. Numerose fontane lungo il percorso: a Monchio, Monte S. Giulia (sopra), Montemolino, Lago e Casola di Montefiorino, Pieve di Rubbiano.
 



 

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