Stradello Barca insorge «Qui pozzi inquinati e giro di prostituzione»
Petizione dei residenti rivolta all’amministrazione comunale «Chiudere il parcheggio e completare le reti di servizio»
Per capire quale sia il problema peggiore c’è solo l’imbarazzo della scelta: per chi preferisce i temi ambientali c’è la mancata connessione con l’acquedotto, oppure, ancora peggio, l’elevata concentrazione di ferro nei pozzi privati della zona. Spostandosi sul fronte sicurezza, c’è un parcheggio, davanti alle casse di espansione del Panaro, che viene regolarmente frequentato da scambisti. Infine, c’è anche la questione mobilità (non) sostenibile, perché manca un collegamento ciclabile per arrivare in città in sicurezza. Al centro c’è stradello Barca, via di San Donnino che parte costeggiando la Vignolese, a pochi metri dal casello di Modena sud, per attorcigliarsi lungo il Panaro e finire come strada a fondo chiuso proprio a ridosso delle casse di espansione del fiume. Una zona finita al centro dei riflettori dopo il ritrovamento del cadavere carbonizzato della donna uccisa un mese fa - omicidio per il quale è stato arrestato il cuoco di Savignano Raffaele Esposito - mentre i residenti hanno deciso di raccogliere tutti i problemi in una petizione che è stata consegnata all’amministrazione comunale. La raccolta firme è dunque corredata da un elenco delle situazioni difficili che accomunano i residenti di stradello Barca: «Nell’acqua di un pozzo privato di stradello Barca - si legge nel documento - è stato trovato un elevato inquinamento da ferro che rende l’acqua inaccettabile per il consumo umano. La famiglia con l’acqua del pozzo inquinata da ferro, inoltre, non è allacciata all’acquedotto e alla rete del gas, così come tante altre». I residenti fanno così sapere che nell’area di San Donnino «ci sono famiglie senza acqua, gas e illuminazione pubblica, nonostante gli oneri di urbanizzazione pagati al Comune per costruire la loro casa».
Ma i problemi non sono finiti qui: «Non c’è una ciclabile che unisca stradello Barca alla città», si legge ancora nella petizione, che passa poi ai problemi di sicurezza per i cittadini. «Da anni - si legge ancora - nel parcheggio sulla riva del Panaro c’è un ritrovo di marginalità sociali con prostituzione maschile: proprio qui un mese fa è stato trovato un cadavere carbonizzato».
I residenti passano quindi alle richieste, rinnovate anche durante un recente incontro con l’assessore all’Ambiente Alessandra Filippi: «Chiediamo che il Comune intervenga affinché si realizzino verifiche della potabilità dell’acqua dei pozzi - conclude il documento - l’allacciamento all’acquedotto e al gas, la chiusura dell’accesso alle auto al parcheggio Panaro da stradello Barca, un collegamento ciclabile sicuro con il resto della città e l’illuminazione pubblica dello stradello». —
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