«Tesauro danneggia la Fondazione Neri»
Il vicepresidente Elena Gazzotti contro l’ex numero uno «Tra l’ente e il Pd non ci sono relazioni». Critiche e domande
«Tra la Fondazione San Filippo Neri e il Pd non ci sono relazioni, Tesauro ha danneggiato l’immagine dell’ente». Il vicepresidente della Fondazione San Filippo Neri, Elena Gazzotti, responsabile provinciale per i diritti e l’integrazione del Pd, scende in campo contro l’ex presidente dell’istituto Mauro Tesauro che nei giorni scorsi l’aveva tirata in ballo “accusandola” di essere a conoscenza di tutte le difficoltà dell’antico istituto di via Sant’Orsola.
«Perché non mi sono dimessa? - dice la Gazzotti - Le ragioni sono tre: la prima è che nessuno mi ha mai ostacolato nel mio incarico; la seconda è che mi è sembrato giusto non fuggire dalle mie responsabilità di amministratrice abbandonando la fondazione a se stessa; il terzo motivo è che Tesauro ha posto il problema di cambiare tutta la politica locale e tale obiettivo esula dall’amministrazione del San Filippo».
La San Filippo Neri, da mesi al centro di polemiche per una serie di vicende - come ad esempio l’utilizzo di una associazione controllata dai dipendenti per raccogliere fondi a favore della comunità - resta al centro dei riflettori. Nei giorni scorsi Tesauro, ex numero uno dell’istituto che si è dimesso a giugno in polemica con la direttrice Cristina Cavani (tesoriere Pd), aveva ricordato di avere sempre informato la “sua” vicepresidente Gazzotti in merito a verbali in bianco non firmati del cda e in merito ai tanti problemi organizzativi che a suo dire caratterizzano l’ente. Su questo la Gazzotti non fa cenno, ma rivolge alcune domande a Tesauro: «Perché a marzo - dice Gazzotti - nonostante i poteri del direttore siano regolati dallo statuto, ci ha fatto approvare un mandato notarile di pieni poteri alla direttrice e un mese dopo ha ritenuto di doverla cacciare? Perché quando ha maturato la nuova convinzione non ne ha parlato in cda? Era un suo dovere anche verso gli altri consiglieri. Perché solo ora ricorda che la direttrice Cavani lo informò dell’incarico di tesoriere Pd e non fece obiezioni? Perché ha lasciato che su questo punto si imbastissero polemiche e insinuazioni senza fondamento? Non crede di avere così contribuito a danneggiare l’immagine della Neri? Perché prima di dimettersi non ha convocato il consiglio?». —
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