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i sette comuni che gestiscono insieme il servizio 

Polizia municipale allo sbando Devono pure restituire i premi

Valentina Corsini
Polizia municipale allo sbando Devono pure restituire i premi

Erogati per sbaglio a chi non ha seguito i progetti. Scoppia la protesta sindacale «Mancano undici effettivi» e Mirandola lamenta burocrazia e minori presenze

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MIRANDOLA

Si terrà domani l’attesa riunione tra il Sulpl (il sindacato della polizia municipale) e l’amministrazione comunale di Mirandola e dell’Unione Area Nord per cercare di venire a capo della situazione di sbando in cui, ormai da tempo, versa la polizia municipale.

Un quadro devastante - tra personale sotto organico, agenti costretti a fare pattuglia da soli ma a sobbarcarsi un carico di incombenze in costante aumento, salari accessori legati a progetti specialistici “non chiari”, spettanze non pagate o addirittura da restituire - che aveva portato i sindacati ad indire una protesta.

Mobilitazione che avrebbe dovuto tenersi il 24 settembre, prima del consiglio dell’Unione dei Comuni a Medolla, proprio per portare all’attenzione dell’Unione una condizione generale che si trascina da tanto. La mobilitazione è infine saltata, ma restano le ragioni della rivendicazione sindacale.

Innanzitutto sul numero degli agenti. Che dovrebbero essere 57 e, invece, a presidiare i 7 Comuni dell’Area Nord (frazioni incluse) sono ad oggi 46.

Gli viene chiesto di coprire un territorio vasto, a scapito della stessa Mirandola, che da quando è stata istituita l’Unione dei Comuni e l’accorpamento della polizia municipale, si è sobbarcata nel Comando di via Roma tutta l’attività amministrativa e della centrale operativa. Con la conseguenza che, se prima della fusione la città dei Pico aveva oltre 23 vigili, oggi in servizio ce ne sono 20. Impiegati più per mansioni di ufficio interne al Comando che esterne. E, in caso di interventi esterni - dagli incidenti, alle risse, ai furti, ai controlli vari - devono coprire tutto il territorio dell’Unione (sette Comuni...), lasciando di fatto scoperta Mirandola.

Poi c’è il problema dei salari accessori legati ai progetti specialistici. Previsti per conferire spettanze in più agli agenti che, in un’ottica di evoluzione del loro ruolo e del carico di lavoro e di incombenze che hanno oggi, non possono più essere visti come semplici vigili da “divieto di sosta” o alla stregua di qualsiasi altro dipendente comunale. Progetti che, però, vengono assegnati agli agenti “senza chiarezza”, è la denuncia. Causando confusione: c’è chi ha percepito salari accessori perché risultava di fatto parte di un progetto, a cui invece non aveva preso parte, con conseguente richiesta di restituzione anche di 600 e più euro che gli erano stati conferiti. Come chi, al contrario, non ha percepito il salario accessorio per un progetto a cui attivamente ha preso parte, ma il cui nominativo non risultava inserito nero su bianco in quel determinato progetto.

Insomma, rivendicazioni sindacali che sono diventate di fatto anche politiche: «La situazione del corpo unico della polizia municipale sta attraversando uno dei periodi più bui a causa di un lento ed inesorabile crollo degli uomini in servizio, solo l’abnegazione del personale ha permesso di mantenere l’attività di base a favore del cittadino - puntualizzano i consiglieri di Forza Italia Antonio Platis e Mauro Neri - solo i presidi di Camposanto e San Possidonio sono a pieno organico, mentre manca un agente a Concordia, San Prospero e Medolla e a San Felice gli uomini sono 6 sui 10 previsti. A ciò va aggiunto che negli anni l’attività amministrativa in capo ai vigili si è invece moltiplicata. Nei tavoli sulla sicurezza in Prefettura la municipale è stata investita di numerose attività per sgravare le forze dell’ordine e permettere a polizia e carabinieri di concentrarsi sull’anticrimine». —



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