Processo Aemilia, la Corte in Questura per la sentenza
Dopo tre anni finisce il processo più importante della storia giudiziaria al Nord Italia. Ora i 148 imputati per le infiltrazioni di 'ndrangheta tra Modena e Reggio attendono la decisione. I magistrati saranno protetti h24
MODENA. "La corte si ritira per deliberare". Sono le parole del giudice Francesco Maria Caruso, che alle 14.45 di oggi concludono il processo di primo grado Aemilia, celebrato contro la 'ndrangheta infiltrata tra Modena e Reggio e in tutta la regione nell'aula bunker a Reggio Emilia. Il dibattimento, per certi aspetti estenuante è durato quasi tre anni, e vede tra gli imputati imprenditori modenesi. Nessuno di loro ha parlato oggi in mattinata, quando gli altri imputati hanno reso le ultime dichiarazioni spontanee, proclamando unanimemente la loro estraneità alla cosca. Un quarto d'ora dopo l'annuncio del ritiro in Camera di consiglio, Caruso e gli altri due membri del collegio, Cristina Beretti e Andrea Rat, hanno varcato con i trolley la soglia della Questura reggiana, dove scriveranno la sentenza per i 148 imputati. I giudici avranno una stanza a testa nei locali di via Dante, dove la sorveglianza sarà massima h24. Mangeranno anche alla mensa della questura e potranno disporre di una sala per le riunioni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
